Monumento alla Resistenza realizzato da De Paoli

INAUGURAZIONE OGGI A CESANO BOSCONE

Monumento alla Resistenza realizzato da De Paoli

«NON È un monumento ai caduti, si celebra l’azione».

Lo scultore pavese Antonio De Paoli inaugura oggi a Casano Boscone il monumento dedicato alla Resistenza. E’ stato realizzato nell’ambito della sistemazione de «I giardini della Costituzione» progettati dall’architetto Roberto Biffi.

Oggi alle 10 il taglio del nastro ufficiale, in via Nazario Sauro all’angolo con via Pogliani, a conclusione di una vera e propria corsa contro il tempo: ancora ieri lo scultore pavese era impegnato nel montaggio della sua opera.

«Ho vinto il concorso lo scorso 4 aprile – ricorda l’artista. – I tempi per la realizzazione erano molto stretti per arrivare all’inaugurazione nel giorno della Festa della Repubblica».

Cinquantenne, laureato a pieni voti in Scenografia all’Accademia di Brera, Antonio De Paoli dalla scenografia e poi dalla pittura è approdato alla scultura. Con essa sta ottenendo riscontri e successi in un panorama sempre più ampio.

Negli ultimi anni, già dal 2010, sta collezionando successi in concorsi di respiro nazionale. Da Saint Vincent (dove ha realizzato un’installazione scultorea per la sala consiliare del Comune) arriva fino a Sapri (suo il progetto selezionato per una statua bronzea raffigurante la spigolatrice).

Lo scorso anno allo «Spoleto Art Festival – Art in the City 2017» ha esposto 6 sculture e una è stata premiata e selezionata per il Festival dei 2 mondi. E’ dello scorso novembre la vittoria del concorso per la realizzazione sia dell’altare che della statua di San Francesco. Proprio nel luogo della predica agli uccelli. Hanno scelto il suo progetto per la trasformazione del sito in un luogo sacro a Piandarca, nel Comune di Cannara, in provincia di Perugia.

«E’ un altorilievo – dice De Paoli sull’opera che inaugura oggi a Cesano Boscone. – L’ho ideato su una forma a cuneo, slanciata verso l’alto. E’ composta da 4 figure, 3 sono partigiani, riconoscibili dal fucile e dalle `divise’. La quarta è una figura allegorica, eterea, non è la Libertà di Delacroix, ma porta i combattenti verso l’alto, con le braccia tese».

di Stefano Zanette

Da IL GIORNO 2 giugno 2018

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