falconara 100 anni dopo lo scoppio

Falconara, 100 anni dopo il tragico scoppio

Ieri in una piazza Brusacà gremita di autorità e cittadini, la cerimonia di commemorazione dell’incendio che devastò la polveriera

SAN TERENZO
Momenti di commozione, a San Terenzo, ieri mercoledì 28 settembre, giorno del centesimo anniversario della tragedia dello scoppio di Falconara. In una Piazza Brusacà gremita di autorità civili, militari, religiose, Protezione civile, Pubblica assistenza, volontari e tanta gente comune, si è svolta la cerimonia di commemorazione del luttuoso evento. Cerimonia durante la quale è stata scoperta e presentata la statua, commissionata
dall’amministrazione, attraverso un concorso di idee vinto dall’artista pavese Antonio de Paoli. Statua denominata ’La metamorfosi della Fenice’ che è stata collocata sul lungomare del borgo.

 

MEMORIA
Scoperta la statua realizzata dall’artista Antonio De Paoli Mostra a cielo aperto e annullo filatelico di Poste italiane

In contemporanea, attraverso un breve cerimoniale curato da Poste Italiane, è stato annullato il francobollo disegnato ancora una volta dall’artista De Paoli che ha consegnato ad eterna memoria l’evento. Ad aprire la
mattinata è stato il vescovo Luigi Ernesto Palletti con la celebrazione di una messa. Presenti la giunta lericina capeggiata dal sindaco Leonardo Paoletti, il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio
Curcio e, come detto, tantissime massime autorità regionali e provinciali oltre che ad alcune classi dell’Istituto comprensivo lericino. A contorno degli appuntamenti, una mostra fotografica a cielo aperto, che raccoglie gli scatti dell’epoca, allestita sul lungomare che collega i giardini pubblici di Lerici a piazza Brusacà a San Terenzo.
«Oggi riviviamo con maggiore intensità – ha detto il sindaco Paoletti a contorno degli eventi – un momento drammatico che ha segnato la vita della nostra comunità e che in ogni caso rappresenta per tutti i santerenzini
un retaggio che ha condizionato la storia della popolazione e del borgo. Ci tenevo particolarmente a ricordare questa ricorrenza, fondamentale per la memoria della comunità santerenzina, ma di tutto il territorio comunale e nazionale, con una serie di iniziative che lasceranno un ricordo indelebile da consegnare alle generazioni future».

A sinistra il taglio del nastro per l’inaugurazione del parco di Falconara, così come consegnato alla comunità dopo il restyling voluto e realizzato dall’amministrazione comunale. Sopra, la cerimonia per la scopertura della nuova statua in piazza Brusacà a San Terenzo. Sotto, il paese sventrato dallo scoppio della polveriera nel 1922

Nei giorni a seguire sono previsti altri eventi curati dalla Pro Loco del Golfo, dalla Pro Loco di Pitelli e dalla Cooperativa Primo Maggio. Oggi giovedì in piazza Brusacà a San Terenzo, la conferenza «Batteria di Falconara: dalla difesa del Golfo alla sua esplosione« curata dalla Pro Loco del Golfo e dallo storico Riccardo
Bonvicini (in caso di pioggia l’evento si svolgerà in sala consiliare). Sabato 1 ottobre, la camminata sulla rete sentieristica
«Dal forte perduto al forte ritrovato, passeggiata sui sentieri dello scoppio» organizzata dalla Pro Loco di Pitelli con partenza dal parco di Falconara alle ore 14.30; domenica 2 ottobre
«I luoghi raccontano: lo scoppio di Falconara» una visita tematica con partenza dalla marina di San Terenzo alle 9.30 organizzata dalla Cooperativa Primo Maggio e infine, lunedì 3, la conferenza «Le fortificazioni del Comune di Lerici« in sala consiliare alle 17.30 sempre curata dalla Pro Loco del Golfo. Nel corso delle iniziative, i cittadini potranno offrire il loro sostegno alla centenaria Pubblica Assistenza di Lerici, acquistando un cofanetto composto di tre ristampe di testi inerenti la tragedia dello Scoppio scritti da autori locali.

di Euro Sassarini

Fonte: La Nazione – Provincia – Golfo – Val di Vara – Riviera – Cinque Terre

GIOVEDÌ — 29 SETTEMBRE 2022

metamorfosi

Antonio De Paoli spiega la sua “La metamorfosi della Fenice”

La Statua è stata realizzata dall’artista per la commemorare lo scoppio di Falconara dopo aver vinto un concorso di idee indetto dal Comune di Lerici.

Questa mattina in occasione della cerimonia di commemorazione del centesimo anniversario dello scoppio di Falconara, abbiamo incontrato Antonio De Paoli, l’artista che ha realizzato la statua de “La metamorfosi della Fenice” che resterà sul lungo mare di San Terenzo a memoria perenne dello Scoppio di Falconara.

“Rinascere dalle ceneri e non fermarsi nella trasformazione. La natura e l’uomo, come questa Fenice, continuano la loro evoluzione verso la prosperità e il benessere riconquistando e modificando i propri spazi, facendosi tesoro del passato e guardando al futuro”. Così recita la targa affissa ai piedi della statua.

De Paoli ha spiegato da dove è nata l’ispirazione che ha portato alla creazione della statua e che cosa questa vuole rappresentare.

“Sono uno scultore che si occupa prevalentemente di monumenti e opere pubbliche. In questo caso il monumento da realizzare aveva un significato importante e significativo in quanto bisognava ricordare una tragedia avvenuta cento anni fa che però diede un esempio di rinascita. Io fui proprio colpito da questo, dalla rinascita e dalla reazione della comunità che non solo in poco tempo rimise in piedi il paese ma che trasformò anche l’area occupata dal forte, in un parco, in un’area non più solo riservata alle forze armate, ma a tutti i cittadini. E’ rinata la natura, c’è il campo sportivo, le persone, i turisti, insomma nuova vita.

Quando seppi del Concorso indetto dal Comune di Lerici, feci un sopralluogo, vidi il luogo, San Terenzo lo conoscevo, ma non sapevo di questo evento storico. Quando fui informato di questo concorso feci un sopralluogo, talvolta agli artisti capitano eventi particolari, quasi delle illuminazioni. Vidi il volo di un gabbiano particolarmente grande che sorvolò proprio l’area intorno al promontorio di Falconara. La immagazzinai nel mio inconscio. Tornai a casa e mi misi a disegnare e quando nel mio studio pensai alla rinascita, immediatamente feci il collegamento a quell’immagine del gabbiano, così mi venne in mente di rappresentare la Fenice, simbolo di rinascita e di resurrezione e di ciclicità della vita, dalla morte alla vita stessa.

Sono uno scultore che spesso commemora fatti storici, ho appena inaugurato un monumento a San Francesco D’Assisi in un luogo dove il Santo predicò agli uccelli.

Di solito tratto la figura umana, metto l’uomo al centro di tutte le mie composizioni, non solo per dare un significato diretto a colui che osserva. Le mie opere non sono astrazioni, voglio trattare la materia e cercare di farla leggere il più possibile a chiunque, perché l’arte è un linguaggio universale. In questo momento rappresento una nicchia, la celebrazione è storica ma l’arte serve per ricordare la storia.

Quando penso allo scoppio della polveriera, penso alla reazione, a quello che c’è stato dopo. Creare un’opera d’arte vuol dire concretizzare il concetto attraverso la materia. Il mio pensiero è stato quello di concentrarmi sulla rinascita che in pochi anni è diventata reale, immediata e cosa meglio rappresenta la rinascita? Ho pensato alla Fenice. Il ricordo di quel gabbiano, di quel volo che mi colpi particolarmente, lo realizzai con schizzi e pensai ad una metamorfosi della Fenice. In questo caso non c’è una figura umana, ma una creazione nata dall’uomo che in qualche modo diventa natura.

Un’ala della fenice diventa un albero, simbolo di vita e rinascita, per guardare a qualcosa di ciclico, naturale, la morte, la nascita e il ritorno.

Vedrete questa ciclicità nella sagoma che quasi riprende il punto e si evolve verso l’alto, come se sorgesse da terra e proseguisse il suo movimento ascensionale, sottolineato anche dalla verticalità centrale della struttura, per poi esplodere, ricordando quello che è successo, come una deflagrazione che si sviluppa in senso positivo. Quasi un ritorno in vita per poi rialzarsi di nuovo. Quindi la ciclicità della natura e del creato. L’opera è rivolta verso il colle di Falconara dove ora c’è il parco fruibile al pubblico, è rinato un nuovo contesto”.

Sulla tecnica di realizzazione dell’opera, De Paoli ha aggiunto: “Ho realizzato l’opera con la tecnica del bronzo a cera persa. Sono partito da un modello in scala reale in polistirolo rivestito di plastilina che poi ho consegnato alla fonderia artistica Fratelli Fabbris di Verona, ho poi ritoccato le cere, ho cesellato l’opera in bronzo e infine è stato eseguito il montaggio finale sotto la supervisione dell’Ingegnere De Amici di Pavia che ha curato la statica”.

di Anna Mori

Fonte: La Gazzetta della Spezia del 28/09/2022

La metamorfosi della Fenice

La scultura monumentale di Antonio De Paoli scelta per caratterizzare il francobollo dedicato al centenario dello scoppio alla polveriera di Falconara (Lerici, La Spezia)

La scultura monumentale “Metamorfosi della fenice” (il concetto alla base è legato ai cicli di morte e rinascita naturali ed evolutivi), di Antonio De Paoli, destinata a rammentare il disastro. È quanto propongono il francobollo e l’annullo fdc odierni dedicati ai cent’anni trascorsi da quando scoppiò la polveriera di Falconara (Lerici, La Spezia). Il dentello, dovuto allo stesso artista, è autoadesivo, stampato in trecentomila esemplari utilizzando fogli da quarantacinque. Dal punto di vista tariffario è un “B”, quindi costa 1,20 euro e consente di spedire, ad esempio, una cartolina o una lettera ordinaria di primo porto in regime domestico. Il manuale è disponibile presso l’ufficio postale San Terenzo; si trova in viale della Vittoria 4/b a Lerici.

La compilazione del bollettino collegato è stata affidata al sindaco, Leonardo Paoletti. Il quale evoca quella notte del 28 settembre 1922, quando la comunità locale “fu colpita da una tragedia destinata a segnare la sua storia, imprimendo un ricordo indelebile”. Alle 2.58 un fulmine colpì il forte militare in cui erano stivate 1.500 tonnellate di esplosivo. La deflagrazione fece saltare in aria il complesso e l’onda d’urto si propagò per un raggio di diversi chilometri, devastando uliveti, scoperchiando tetti, causando 143 morti e oltre 800 feriti. I danni risultarono incalcolabili. “La macchina dei soccorsi e della solidarietà fu talmente tempestiva e organizzata che l’episodio si può annoverare tra le primissime forme di protezione civile”.

Fonte: Vaccari News

francobollo di falconara

inaugurazione de La Metamorfosi della Fenice

La metamorfosi della fenice – inaugurazione

Questa mattina in occasione della cerimonia di commemorazione del centesimo anniversario dello scoppio di Falconara, abbiamo incontrato Antonio De Paoli, l’artista che ha realizzato la statua de “La metamorfosi della Fenice” che resterà sul lungo mare di San Terenzo a memoria perenne dello Scoppio di Falconara.

“Rinascere dalle ceneri e non fermarsi nella trasformazione. La natura e l’uomo, come questa Fenice, continuano la loro evoluzione verso la prosperità e il benessere riconquistando e modificando i propri spazi, facendosi tesoro del passato e guardando al futuro”. Così recita la targa affissa ai piedi della statua.

fonte: La Gazzetta della Spezia