Istinto Supremo – monumento per il commando provinciale dei VVF di Lodi

Istinto supremo - opera di Antonio De Paoli per il comando provinciale dei vigili del fuoco di Lodi
L'imponente complesso monumentale dedicato ai Vigili del fuoco di Lombardia che inaugurato il 6 giugno c.a. a Lodi all'interno della caserma, è un vero e proprio inno  alla vita unito a un sentimento  di ammirazione verso questo benemerito  Corpo dello Stato.
Si deve premettere che le due figure in primo piano indossano due divise diverse per sottolineare la continuità nel tempo della loro missione tra il 1941 quando avvenne la riorganizzazione ed ufficializzazione del Corpo in piena guerra mondiale e i nostri giorni con mezzi assai diversi ma con lo stesso cuore. Opportunamente i veicoli storici saranno collocati sulla piattaforma della rampa posta dietro le sculture con forte impatto scenografico.
Lo scultore  ha voluto descrivere il lavoro straordinario dei pompieri rendendo omaggio a coloro che con coraggio estremo hanno salvato, centinaia di vite anche a costo della propria,spento migliaia di incendi e in vari modi soccorso le popolazioni colpite da crolli di edifici  per bombardamenti, alluvioni e terremoti o in  procinto di annegare o in grave pericolo dopo incidenti stradali. E' storia di tutti giorni...
La preghiera a Santa Barbara,loro patrona, contiene una frase assai eloquente:”ove tutti fuggono io vado”.E un vigile del fuoco ventenne di Voghera,Davide Achilli, che proprio Antonio De Paoli ha onorato progettando e realizzando il suo monumento a grandezza naturale nel Cimitero di Voghera, ha obbedito a tale comando morale donando senza esitare la sua stessa vita per soccorrere un ferito strappandolo alle fiamme e  a sicura morte, venendo poi travolto dal crollo di una muratura. Achilli ha indubbiamente ispirato l'autore nell'ideazione e realizzazione del monumento.
L'opera non certo accademica e nemmeno retorica, unisce 	quindi alla perizia nel modellato uno straordinario dinamismo legato alla profonda preparazione artistica dell'autore, ma anche alla sua forte partecipazione emotiva  nella rappresentazione dell'attimo drammatico del salvataggio di un uomo seppellito dalle macerie, di cui si vede solo una mano implorante aiuto.
La figura del pompiere che per salvare una vita vince il proprio istinto di sopravvivenza, perchè potrebbe a sua volta essere vittima  è emblematica dell'impegno spesso eroico che ciascun milite sa di dover affrontare ogni giorno. Le due mani congiunte sono il coronamento di due volontà parallele.
La costante tensione di colui che sotto sforzo ha deciso di essere più forte del fato avverso,assistito dal compagno in divisa storica che impugna una lancia antincendio per spegnere gli ultimi focolai di un rogo è talmente realistica nella sua plasticità da coinvolgere emotivamente lo spettatore.
A salvataggio avvenuto il gesto del soccorritore che è riuscito finalmente ad agganciare la mano della vittima completa la composizione.
Si tratta quindi di un'opera originale anche per la scelta dei materiali a forte valenza simbolica, per l'unione di bronzo e acciaio corten, ma soprattutto per la particolarità stilistica. 
Da una parte si supera l'arte informale e concettuale dell'età contemporanea che spesso trasforma o annulla la figura  umana senza suscitare emozioni, dall'altra si modifica quella tradizionale per non cadere nella staticità e nel formalismo tipico della scultura italiana del primo cinquantennio del secolo scorso con poche eccezioni tra cui  quelle di due grandi come Francesco Messina, Arturo Martini e Giacomo Manzù non a caso i più apprezzati dall'autore.
Veniamo ora alla descrizione analitica del monumento: il gruppo scultoreo è suddiviso in una parte frontale ad altorilievo in cui spiccano le due figure umane realizzate in bronzo con la tecnica della fusione “a cera persa “ e le macerie in acciaio e in due parti laterali in bassorilievo che sono lavorate e cesellate anch'esse in  corten .La struttura inclinata verso terra con sezione triangolare è stata montata lungo il lato frontale della rampa in cemento.
 In conclusione il gruppo scul

L’imponente complesso monumentale dedicato ai Vigili del fuoco di Lombardia che inaugurato il 6 giugno c.a. a Lodi all’interno della caserma, è un vero e proprio inno alla vita unito a un sentimento di ammirazione verso questo benemerito Corpo dello Stato.

Si deve premettere che le due figure in primo piano indossano due divise diverse per sottolineare la continuità nel tempo della loro missione tra il 1941 quando avvenne la riorganizzazione ed ufficializzazione del Corpo in piena guerra mondiale e i nostri giorni con mezzi assai diversi ma con lo stesso cuore. Opportunamente i veicoli storici saranno collocati sulla piattaforma della rampa posta dietro le sculture con forte impatto scenografico.

Lo scultore ha voluto descrivere il lavoro straordinario dei pompieri rendendo omaggio a coloro che con coraggio estremo hanno salvato, centinaia di vite anche a costo della propria,spento migliaia di incendi e in vari modi soccorso le popolazioni colpite da crolli di edifici per bombardamenti, alluvioni e terremoti o in procinto di annegare o in grave pericolo dopo incidenti stradali. E’ storia di tutti giorni…

La preghiera a Santa Barbara,loro patrona, contiene una frase assai eloquente:”ove tutti fuggono io vado”.E un vigile del fuoco ventenne di Voghera,Davide Achilli, che proprio Antonio De Paoli ha onorato progettando e realizzando il suo monumento a grandezza naturale nel Cimitero di Voghera, ha obbedito a tale comando morale donando senza esitare la sua stessa vita per soccorrere un ferito strappandolo alle fiamme e a sicura morte, venendo poi travolto dal crollo di una muratura. Achilli ha indubbiamente ispirato l’autore nell’ideazione e realizzazione del monumento.

L’opera non certo accademica e nemmeno retorica, unisce quindi alla perizia nel modellato uno straordinario dinamismo legato alla profonda preparazione artistica dell’autore, ma anche alla sua forte partecipazione emotiva nella rappresentazione dell’attimo drammatico del salvataggio di un uomo seppellito dalle macerie, di cui si vede solo una mano implorante aiuto.

La figura del pompiere che per salvare una vita vince il proprio istinto di sopravvivenza, perchè potrebbe a sua volta essere vittima è emblematica dell’impegno spesso eroico che ciascun milite sa di dover affrontare ogni giorno. Le due mani congiunte sono il coronamento di due volontà parallele.

La costante tensione di colui che sotto sforzo ha deciso di essere più forte del fato avverso,assistito dal compagno in divisa storica che impugna una lancia antincendio per spegnere gli ultimi focolai di un rogo è talmente realistica nella sua plasticità da coinvolgere emotivamente lo spettatore.

A salvataggio avvenuto il gesto del soccorritore che è riuscito finalmente ad agganciare la mano della vittima completa la composizione.

Si tratta quindi di un’opera originale anche per la scelta dei materiali a forte valenza simbolica, per l’unione di bronzo e acciaio corten, ma soprattutto per la particolarità stilistica.

Da una parte si supera l’arte informale e concettuale dell’età contemporanea che spesso trasforma o annulla la figura umana senza suscitare emozioni, dall’altra si modifica quella tradizionale per non cadere nella staticità e nel formalismo tipico della scultura italiana del primo cinquantennio del secolo scorso con poche eccezioni tra cui quelle di due grandi come Francesco Messina, Arturo Martini e Giacomo Manzù non a caso i più apprezzati dall’autore.

Veniamo ora alla descrizione analitica del monumento: il gruppo scultoreo è suddiviso in una parte frontale ad altorilievo in cui spiccano le due figure umane realizzate in bronzo con la tecnica della fusione “a cera persa “ e le macerie in acciaio e in due parti laterali in bassorilievo che sono lavorate e cesellate anch’esse in corten .La struttura inclinata verso terra con sezione triangolare è stata montata lungo il lato frontale della rampa in cemento.

In conclusione il gruppo scultoreo monumentale si inserisce nel contesto architettonico della caserma e con la rampa espositiva diventa un sito interattivo al variare delle funzioni.

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