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«Il mio albero-fenice, simbolo di vita e pace»

Lo scultore De Paoli ha vinto il concorso per la realizzazione di un’opera che sarà inserita all’interno del parco di Falconara

«Il mio albero-fenice, simbolo di vita e pace»

ILCOLLOQUIO

E’ lo scultore pavese Antonio Luigi De Paoli il vincitore del concorso di idee mirato alla realizzazione della scultura che sarà inserita all’interno del parco di Falconara, nel centenario dello scoppio della polveriera militare che sorgeva sulla collina. Avvenne nella notte del 28 settembre del 1922. Cerano 1.500 tonnellate di esplosivi. Forse fu un fulmine, forse un sabotaggio. L’onda d’urto incenerì gli uliveti, devastò le case, recise oltre 150 vite. Il sindaco Leonardo Paoletti ha voluto onorare la memoria, interpretando il senso della perdita ma anche quello della ripartenza. Perché là dove era tutto bruciato, la natura è riuscita a ritornare.

Fra i dodici artisti selezionati, ha prevalso De Paoli. Scultore, pittore, scenografo teatrale e televisivo. Una personalità eclettica, a suo agio nella scultura monumentale come nell’arte sacra. A Lerici, confida, era stato fin qui solo come turista. «La Liguria è il mio mare–ammette–la amo tutta». II dramma di Falconara lo ha colpito. «Non la conoscevo, e questa è stata una sfida – spiega – perché tutto quanto è nuovo arricchisce. La storia mi affascina, da sempre. E spesso è tragica. Lo sguardo, però, deve saper andare oltre.

ANTONIO LUIGI DE PAOLI SCULTORE PAVES E VINCITORE DEL CONCORSO

«L’arte deve mettere in comunicazione, ed essere leggibile, altrimenti è riservata solo a poche persone»

Mi sono posto fra passato e presente. E mi sono concentrato su come trasmettere positività, fissando la tragedia come punto zero da cui partire». De Paoli ha lavorato su «una geometria di idee e di simbologie».E ha scelto la fenice,«simbolo di morte e rinascita», ed un albero proteso al cielo,
«simbolo della vita,della pace, del creato, che dalla distruzione apre nuovi orizzonti». Il suo progetto «attinge alla mitologia classica ma la lega al presente». È anche – osserva – il senso cristiano della Resurrezione. La scultura sarà in bronzo, con due patine di colore differente, la fenice più rossastra, l’albero con sfumature oro. Il messaggio è «la spinta verso l’alto, la linea ascensionale». Un valore forte, anche come «aspirazione alla pace». Con uno stile «moderno, non levigato, non olografico», ma leggibile a chiunque, perché «l’arte deve mettere in comunicazione, altrimenti è per pochi». Sue opere sono in tante città d’Italia. Aveva vinto il concorso per la famosa Spigolatrice di Sapri. Se non che, ricorda, il progetto «è stato dato privatamente a un concorrente che aveva perso». E ha «la stessa postura del mio progetto». Con una differenza. La contadina è pressoché nuda. Tanto che i glutei al vento, in stile “velina”, hanno irritato .«Del concorso è stata fatta carta straccia – denuncia De Paoli – e la mia proposta è stata tradotta in chiave sexy, senza rispetto per la pagina di storia sottesa alla poesia di Mercantini, sulla spedizione di Pisacane».—

La scultura presentata da Antonio Luigi De Paoli che sarà posizionata a Falconara

di Sondra Coggio

fonte: IL SECOLO XIX mercoledì 9 marzo 2022

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