San Francesco di Antonio De Paoli

San Francesco, la statua svelata in Oltrepò

Primo Piano L’opera in anteprima

San Francesco, la statua svelata in Oltrepò.

Lo scultore Antonio De Paoli ha presentato nel suo laboratorio la rappresentazione che sarà collocata nei luoghi del santo a Perugia

CORVINO SAN QUIRICO di Stefano Zanette

«Questa è la statua». Lo scultore pavese Antonio De Paoli ha aperto ieri le porte del suo laboratorio, in un’antica chiesetta nella frazione La Novellina di Corvino San Quirico, per mostrare in anteprima la statua di San Francesco. A giugno sarà collocata nel luogo mistico della predica agli uccelli, a Piandarca, nel comune di Cannara, in provincia di Perugia.

«Siamo finalmente arrivati – conferma lo scultore – alle ultime fasi della realizzazione, dopo il concorso internazionale vinto nel 2017. In mezzo ci sono state un po’ di vicissitudini, compresi gli ultimi due anni di pandemia che hanno rallentato ogni pratica burocratica. Ma alla fine siamo arrivati al traguardo, in un periodo peraltro ancor più significativo e simbolico di quanto potessimo immaginare cinque anni fa. San Francesco è infatti un simbolo di pace e il suo messaggio assume ancor più valore in questo periodo tormentato dalla guerra nella vicina Ucraina».

Ieri sulle colline dell’Oltrepò pavese, dopo un viaggio di oltre 4 ore di auto, è arrivata appositamente per vedere in anteprima l’opera una delegazione del Comitato committente, già tenuto costantemente informato passo dopo passo nel corso delle fasi di realizzazione ma finora a distanza.

L’idea  «E’ in punta dei piedi e con le braccia alzate un collegamento tra terra e cielo»

La statua in realtà non è ancora finita, deve ancora essere trasformata nella versione definitiva in bronzo, come ha spiegato De Paoli agli interessati spettatori: «Sono partito dal blocco di polistirolo ad alta densità, il materiale che io uso per modellare la scultura, che ora è ricoperta di plastilina.

La lavorazione artistica della materia con questa fase è conclusa e l’opera è pronta per i successivi passaggi in fonderia: la trasporterò con un furgone a Verona, dove verrà creato lo stampo in terra refrattaria, la colata in cera che trasforma il negativo dello stampo in positivo e poi la colata del bronzo con la fusione nelle apposite fosse. Ne esce il materiale grezzo che va ancora trattato per l’ultimazione dell’opera».

Le ultime fasi saranno eseguite nei prossimi due mesi per l’inaugurazione non ancora con una data fissata, ma indicativamente nella prima quindicina di giugno. Nell’interpretazione di De Paoli, che aveva colpito i committenti già nel bozzetto che si era aggiudicato il concorso internazionale nel 2017, San Francesco «è in punta di piedi e con le braccia alzate – spiega l’artista – una sorta di collegamento tra la terra e il cielo, in uno slancio mistico, quasi in estasi».

La statua è la prima delle due opere, in due distinti lotti, per i quali Antonio De Paoli si era aggiudicato il duplice concorso: la seconda opera è l’altare di quello che sarà un santuario all’aperto. « Per l’altare – ricorda ancora l’artista – ho usato il concetto michelangiolesco della forma, in questo caso degli uccelli, che fuoriescono dalla materia, non bronzo come la statua ma pietra» I tempi per la seconda opera non sono ancora certi.

«Ci stiamo lavorando – conferma Fabrizio Gareggia, sindaco di Cannara – non sono certo periodi facili per reperire finanziamenti, ma ce la farem. Il progetto Piandarca procede, un passo alla volta, e l’inaugurazione della statua sarà un passo importante, fondamentale nel percorso di valorizzazione che abbiamo avviato e che stiamo proseguendo ».

 

La delegazione umbra entusiasta: «È proprio come ce l’aspettavamo»

CORVINO SAN QUIRICO

Meravigliosa. Dal vivo rende davvero que11’idea di slancio verso il cielo che ci aveva colpiti già nel bozzetto». Ottaviano Turrioni, coordinatore del Comitato Piandarca, resta a lungo ad ammirare la statua di San Francesco presentata dallo scultore Antonio De Paoli.

Storico locale e ministro della fraternità dell’Ordine francescano secolare (Ofs, il Terz’ordine francescano), è arrivato ieri al laboratorio d’arte di De Paoloi insieme al sindaco di Cannara, Fabrizio Gareggia, a Patrizia Sensi, Francesco Raspa e Giuseppe Tranquilli, collaboratori del Progetto Piandarca. Accolti, insieme allo scultore pavese, dal vicesindaco di Corvino San Quirico, Fabio Bruni.

«Colpisce il volto – ammira Turrioni – veramente emozionante. Mistico, in estasi. E’ lo spirito di San Francesco e della predica agli uccelli ». «Il volto – ammette lo scultore – è quello che mi ha impegnato di più. L’ho rifatto più volte, modellando e rimodellando, non ero mai soddisfatto. Ora si, è il risultato che cercavo».

Il comune denominatore nella delegazione arrivata dall’Umbria è l’emozione, intesa. «E’ emozionante – conferma sindaco Gareggia- vedere dal vivo quello che abbiamo visto a distanza nascere e crescere passo dopo passo seguendo le fasi di realizzazione, una vera e propria gestazione, lunga nei tempi burocratici ma appassionante nel percorso e nella conclusione».

«E l’opera che ci aspettavamo di vedere – aggiunge Francesco Raspa – che si inserisce in un progetto ambizioso perché ‘grande’, direi anzi grandioso». «È la valorizzazione – spiega Patrizia Sensi – del luogo dove San Francesco parlò agli uccelli: il sogno è il santuario all’aperto. Con il ‘Sentiero Storico’, quello percorso dal Santo nella primavera del 1221, tutto georeferenziato. Già realizzato un grande Tau naturale, illuminato di notte per tutto il perimetro da una luce soffusa.

 

La prossima sfida

Una creazione anche per Lerici.

Per commemorare il centenario dello scoppio di una polveriera
«Ho vinto un altro concorso». Antonio De Paoli, scultore pavese ormai conosciuto a livello nazionale e internazionale, lo dice con semplicità. Ma anche con l’emozione, non tanto per l’ennesimo successo ottenuto, quanto per la prossima sfida, che lo terrà impegnato fino a settembre.

«Si tratta del concorso che era stato indetto dal comune di Lerici, in Liguria – spiega – per commemorare il centenario, che ricorre il 28 settembre, dello scoppio della polveriera di Falconara nel 1922.” Una tragedia che distrusse il paese di San Terenzio. che fu subito ricostruito, mentre la polveriera esplosa lascio un cratere, che modificò anche il panorama della costa. Ora però quel luogo è stato recuperato, ce un parco naturale, un centro polisportivo».

Per un luogo rinato, De Paoli ha ideato l’opera “La metamorfosi della Fenice”. «Una Fenice – anticipa – che si libra in volo e si trasfigura in un albero di ulivo, simbolo non solo di pace ma anche della rinascita.»

L’artista spiega agli ospiti la genesi dell’opera

24 MARZO 2022 – IL GIORNO

fonti:

La voce su piandarca

Conferito l’incarico per la realizzazione della statua di san Francesco a Piandarca

Piandarca – Conferito l’incarico per la realizzazione della statua di san Francesco

La parrocchia Santi Matteo Apostolo e Giovanni Battista di Cannara e il Comitato per la Tutela e la Valorizzazione di Piandarca esprimono vivo apprezzamento per il conferimento dell’incarico all’artista pavese Antonio De Paoli per la realizzazione di una statua di San Francesco intento a contemplare il Creato, per la realizzazione del santuario all’aperto dedicato alla Predica agli uccelli di San Francesco. 

Considerata la complessità dell’opera in bronzo, occorrerà attendere sino a maggio 2022 perché la statua esca dalle fonderie di Pavia per poi essere collocata a Piandarca. “Tra non molto – dicono i referenti della Parrocchia e del Comitato – potremo finalmente vedere la Statua nel luogo ove Francesco in quel giorno della primavera del 1221 pronunciò ‘Fratelli miei uccelli…’, l’incipit di una delle più conosciute pagine di spiritualità francescana che geni universali quali Giotto, Benozzo Gozzoli, Franz Listz hanno poi immortalato nelle loro opere”. Le fasi di progettazione della statua, i vari step di lavorazione, sino alla fusione finale verranno documentati attraverso i social del progetto (FB e IG con titolo e l’hashtag #francescoapiandarca).

La somma raccolta per la statua e per la realizzazione dell’altare

La Parrocchia e il Comitato ringraziano “di tutto cuore i tantissimi donatori che da tutto il mondo hanno voluto manifestare la propria vicinanza al progetto, sia coloro che hanno contribuito con piccole somme, sia coloro che sono stati più generosi”. Attualmente sono stati raccolti circa 34.000 euro che in parte andranno a coprire i costi di realizzazione e posa in opera della statua e in parte serviranno come contributo iniziale per l’altare in pietra, sempre a cura dell’artista De Paoli, che andrà a completare l’area, dotata già di un Tau di grandi dimensioni, visibile anche di notte con una illuminazione che ne esalta lo splendore. L’altare (foto) concepito come un monolite marmoreo dove altre figure abbozzate di uccelli sembrano liberarsi dalla materia, consentirebbe di consacrare il luogo, permettendo di completare il santuario.

Le dichiarazioni

Fabrizio Gareggia – Sindaco di Cannara

Sta per avverarsi un progetto che l’Amministrazione comunale ha sostenuto e contribuito ad elaborare fin dal suo nascere, da quando nel 2014 un apposito Comitato coinvolse decine di migliaia di persone nella partecipazione al concorso del Fai-Vota il tuo luogo del cuore – a sostegno della valorizzazione di Piandarca, luogo della Predica di San Francesco agli uccelli. L’ottimo risultato ottenuto ci ha permesso anzitutto la visibilità nazionale di un sito che per troppi secoli è stato avvolto dal silenzio, pur essendo stato lo scenario di uno degli episodi più significativi e universalmente conosciuti della vita del Santo.

Un progetto in collaborazione con il Fai

In secondo luogo è stato possibile, d’intesa con il Fai, elaborare un progetto di valorizzazione di quest’area naturalistica, carica di storia e di grande stimolo alla meditazione, che ha per titolo: “Dal Bosco di San Francesco a Piandarca e il sentiero della Predica agli uccelli”, progetto che sta per diventare realtà e comprende tra l’altro un percorso pedo-ciclabile di collegamento tra la Basilica Superiore di S. Francesco per giungere poi all’area meditativa dove è stato realizzato un grande TAU in terra battuta, che può essere illuminato di notte, grazie al programma “Giubileo della luce” finanziato dal ministero dell’Ambiente.

La statua in bronzo del Santo

Ma il progetto che contribuirà a rendere maggiormente visibile e tangibile l’unicità del luogo è senza dubbio il “Santuario all’aperto” con la statua in bronzo del Santo che l’artista Antonio De Paoli ha mirabilmente interpretato in modo originale nel suo bozzetto che presenta il santo il quale sembra elevarsi al cielo in punta di piedi e con le braccia alzate, a simboleggiare l’unione della terra con il cielo, degli esseri viventi con il Creatore. I contributi per la realizzazione della statua sono venuti non solo dai nostri concittadini, ma da persone dell’Italia e dell’Europa affascinate dall’idea di rendere un concreto omaggio ad un santo e a un episodio straordinari nella storia e nella religiosità di tutti i tempi. L’amministrazione comunale è attiva nel sostenere questo progetto che in una seconda fase porterà alla realizzazione di un altare in pietra scolpita e al posizionamento di panche in materiale non degradabile: e allora Piandarca diventerà un luogo ideale per chi ama la natura, il silenzio e la meditazione.

Mons. Domenico Sorrentino – Vescovo di Assisi

E’ con grande gioia che accolgo la notizia del prossimo posizionamento della statua di San Francesco che predica agli uccelli a Piandarca. Questa area è ricca di significato; è un santuario a cielo aperto che vogliamo continuare a valorizzare perché simbolo di quella conversione ecologica ispirata da San Francesco nel Cantico delle Creature e ribadita dal Santo Padre nell’enciclica Laudato Sì”.

Fra Marco Moroni OFMConv – Custode del Sacro Convento di Assisi

“Per coltivare la memoria sono necessari segni visibili ed evocativi, rimandi affettivi ed emotivi. La statua di san Francesco che predica agli uccelli che verrà posta nel luogo dove per secoli se ne è coltivato il ricordo è uno di questi segni, per il quale mi rallegro. Sarà un altro modo, efficace e suggestivo, per realizzare l’invito di Gesù: ‘proclamate il Vangelo a ogni creatura’ (Mc 16,15)”. 

Ivana Stella – Ministro regionale Ofs Umbria

“Come ministro della Fraternità regionale dell’Ordine francescano secolare dell’Umbria che ha la propria Sede proprio nella Città di Cannara ed in particolare nell’edificio dove è custodito il Sacro Tugurio, un luogo frequentato e vissuto dal serafico padre san Francesco, esprimo tutta la mia gratitudine a quanti hanno voluto contribuire alla realizzazione della Statua di San Francescoelemento che è parte importante del progetto di valorizzazione del Sito di Piandarca, dove, come riportato al Capitolo XVI dei Fioretti: FF 1846, San Francesco predicò e dette la benedizione ad una moltitudine di uccelli. Per far sì che il mondo riscopra il primato dei valori spirituali è importante anche la custodia e la cura dei luoghi sacri e la salvaguardia della loro bellezza. Piandarca è uno di questi luoghi e la realizzazione di questo progetto mira proprio a valorizzare la sua insita bellezza ed armonia”.

Don Maurizio Saba – Parroco di Cannara

Piandarca, un luogo unico e suggestivo, ai piedi di Assisi e in territorio di Cannara. Qui è situato il luogo, ricordato nei Fioretti, dove San Francesco predicò agli uccelli. Da sempre la comunità cristiana di Cannara vi ha visto una fonte di ispirazione per la sua vita cristiana e la devozione popolare ne ha conservato un devoto ricordo. Oggi, grazie ad una rinnovata sensibilità ecologica, generata dalla enciclica di Papa Francesco Laudato Si” e, alla determinazione dell’uscente parroco di Cannara, don Francesco Fongo, l’antico sito viene valorizzato ulteriormente. La posa di una statua in bronzo, dell’artista De Paoli, che rappresenta il Serafico Santo di Assisi nell’atto di predicare agli uccelli, è un primo passo, che sarà presto seguito da altri, per fare di Piandarca un Santuario a cielo aperto”.

La raccolta fondi continua

Nel ringraziare i benefattori il Comitato ricorda che continua la raccolta fondi attraverso: bonifico bancario (IT 38 G030 6909 6061 0000 0170 130 – BIC: BCITITMM),  Causale: Donazione per realizzazione Santuario all’Aperto a Piandarca, dedicato a San Francesco. Si ricorda che le donazioni potranno essere di qualsiasi cifra e verrà costituito un apposito albo a imperitura memoria di quanti avranno contribuito al progetto. Il Libro Mastro dei donatori verrà custodito nella oarrocchia di Cannara in modalità consultabile, allocato accanto al tugurio da cui Francesco diede inizio al Terzo Ordine Francescano, oggi Ordine Francescano Secolare (OFS). Per i donatori più generosi, ovvero per cifre sopra i 1.000,00 euro verrà costruita accanto al santuario una colonna in acciaio corten, nella quale saranno impressi per sempre i nominativi di aziende, associazioni e cittadini che avranno reso possibile il sogno.

fonti: La Voce del 05/01/22

San Francesco d'Assisi

De Paoli: «Il mio San Francesco creato per il santuario all’aperto»

Cultura e spettacoli
IL PROGETTO

De Paoli: «Il mio San Francesco creato per il santuario all’aperto»

La scultura dell’artista pavese ha vinto un concorso internazionale. Sarà collocata a Cannara, vicino ad Assisi, dove il santo predicava agli uccelli.

San Francesco in estasi, pronto a spiccare il volo, mentre un’allodola si posa sulla mano destra. Porta la firma di Antonio De Paoli la scultura in bronzo che ha vinto un concorso internazionale (200 gli artisti che hanno partecipato da tutto il mondo) per creare a Piandarca di Cannara un santuario all’aperto.

Nel luogo, a pochi chilometri da Assisi , che fu teatro dell’episodio più poetico della vita di San Francesco d’Assisi, l’artista pavese collocherà due opere: una scultura e un altare in marmo.

Linciato nel 2017, assecondando il sogno dell’allora parroco don Francesco Fongo, il concorso di idee era stato subito sostenuto dalla Città di Assisi con la sua Diocesi, dal Comune di Cannara e dall’Ordine Francescano dell’Umbria. Mancano però i fondi necessari che ora, dopo due anni segnati dal Covid, sono stati trovati.

Al lavoro  nell’atelier in Oltrepo

De Paoli, 55 anni, artista pavese noto ben oltre i confini della provincia, è già al lavoro per passare dal bozzetto in bronzo alla scultura che sarà alta due metri.
L’estasi di San Francesco sarà forgiata nel suo studio-atelier di Corvino San Quirico, mentre per l’altare (che rappresenta la seconda fase del progetto) verrà impiegato il marmo di Carrara.
«Inizierò a lavorarci già a fine dicembre e sarò pronto consegnarla entro febbraio. Per arrivare all’inaugurazione tra maggio e giugno del 2022» anticipa lo scultore pavese.

»E un grande privilegio poter onorare una figura come quella di Francesco, un santo per i cattolici, ma un simbolo per tutti i credenti, di ogni religione – dice De Paoli – Una figura trasversale che ha toccato temi universali come l’ambiente, la natura, il rispetto del creato.»

L’opera sarà collocata in un luogo di grande suggestione dove la tradizione vuole che Francesco predicasse agli uccelli. Uno degli episodi più celebri della vita del santo, raffigurata anche da Giotto.
Una piccola frazione, immersa nelle campagna di Cannara e, in lontananza, la vista di Assisi. In quell’atea negli scorsi anni è stata realizzata una grande aiuola a forma di Tau, grande 80 metri, che di notte viene illuminata dai led. E’ la prima realizzazione del progetto più ampio di un santuario a cielo aperto che incrocia, proprio in quel tratto, anche la greenway che porta a Spoleto.

IL BRONZO PER LE SUE OPERE

Al mio Francesco è molto rivisitato rispetto all’iconografia, molto materico – dice De Paoli – L’ho immaginato che si eleva al cielo, in punta di piedi, quasi stesse per danzare. E infatti non sarà collocato su un tradizionale basamento ma su un perno interrato per dare l’impressione che stia davvero per sollevarsi da terra».
Una grande figura in bronzo per collegare simbolicamente cielo e terra.

E in bronzo sono anche le porte che De Paoli ha realizzato per la chiesa di San Vittore a Casorate Primo e per la cappella di Montepico a Fortunago. Ma dal suo studio, sulle colline, non sono usciti solo lavori di arte sacra.
Suo è il monumento dedicato a Giovanni Flash Parsi, campione mondiale Wbo, che svetta nel giardino di ponte alla palestra dell’Asd Boxe Voghera in via Kennedy. E pure quello dedicato ai vigili del fuoco di Lodi, così come l’opera per il Corpo nazionale vigili del fuoco di Lodi, come l’opera per il Corpo nazionale della Guardia Costiera a Livorno.—

di M. GRAZIA PICCALUGA

fonti: La Provincia Pavese del 24/12/2021

 

Lo scultore De Paoli «La Spigolatrice di Sapri è copiata dal mio bozzetto»

Lo scultore De Paoli «La Spigolatrice di Sapri è copiata dal mio bozzetto»

L’artista pavese vinse il concorso nel 2015: sorpresa e amarezza nel vedere la statua inaugurata in Campania

Lo scandalo non è il lato vista mare della Spigolatrice di Sapri, ma lo scempio che le autorità hanno fatto del concorso pubblico indetto con il patrocinio del Comune per realizzare la statua, un’operazione disonorevole per l’arte e la storia».

Sono le parole dello scultore pavese Antonio De Paoli,  55 anni, che di quel concorso fu il vincitore. Laureato all’Accademia delle Belle Arti dí Brera, insegnate al liceo artistico di Voghera. Antonio De Paoli, tra la tante opere, ha realizzato la stele bronzea della Torre Civica in piazza Duomo a Pavia, tre porte in bronzo a Casorate, i monumenti al pugile Giovanni Parisi a Voghera e Davide Achilli, il vigile del fuoco morto in servizio a Romagnese, il monumento dei vigili del fuoco a Lodi. Adesso sta lavorando alla statua di San Francesco che parla agli uccelli di Cannara (Perugia).

Cresciuto a “pane e Risorgi-mento”, il papà Gianfranco è stato professore di storia, Antonio De Paoli partecipò nel 2014 al concorso della nuova statua della spigolatrice di Sapri. Voce narrante della poesia di Luigi Mercantini (“Eran trecento, eran giovani e forti, e sono morti!”), dedicata alla spedizione del mazziniano Carlo Pisacane del giugno 1857 e fallita nel sangue.

Mandò il bozzetto di resina in scala di uno a dieci e nel gennaio 2015 vinse il concorso indetto dall’associazione Spigolatrice di Sapri, con il patrocinio del Comune. L’8 marzo dello stesso anno De Paoli fu invitato a Sapri dove fu premiato per il miglior bozzetto e presentò il progetto della statua con i promotori del concorso e le autorità locali. Poi calò il silenzio, una telefonata del 2019 (“ci sono í soldi”) non ebbe seguito.

«L’esito insindacabile di una gara pubblica è diventato carta straccia»

Lo scorso 25 settembre la sorpresa: il tour elettorale di Giuseppe Conte tocca Sapri e sul lungomare viene inaugurata la statua della Spigolatrice, nella versione dello scultore lucano Emanuele Stifano: abiti trasparenti e “lato b” ben in vista.

Fioccano le polemiche, accuse di sessismo, falsi storici, offese alle donne e la Spigolatrice diventa virale, valanghe di autoscatti.

«E’ dai social che ho saputo che fine ha fatto il mio lavoro: mi sono sentito tradito – racconta De Paoli-. La statua della Spigolatrice di Sapri inaugurata da Conte è la falsa copia del mio bozzetto».

Secondo De Paoli, sono i movimenti anatomici a rivelare il plagio: «In entrambe le opere l’anca è in lieve torsione, le gambe sono dritte e lo svolazzo della veste è verso sinistra; i movimenti degli arti superiori sono speculari, il braccio teso verso il bisso è molto simile, l’unica differenza è che nel mio lavoro la spigolatrice tiene la cesta, la testa è girata con una torsione di novanta gradi che mette ben in evidenza il muscolo del collo sternocleidomastoideo.

«L’esito insindacabile di un concorso pubblico che mi ha scelto vincitore è diventato carta straccia, sostituito da una falsa copia messa in piazza. E’ questo – afferma con forza De Paoli – che denuncio apertamente, perché l’artista che vince un concorso pubblico va rispettato».

di Lieto Sartori

Fonti: La Provincia Pavese del 04 ottobre 2021

committenza livornese per De Paoli

Una nuova committenza “livornese” per lo scultore pavese De Paoli

Realizzerà un altorilievo in memoria del pittore avanguardista Voltolino Fontani

Una nuova committenza “livornese” per lo scultore pavese De Paoli

Una nuova prestigiosa committenza livornese è stata richiesta allo scultore pavese Antonio De Paoli. Maria Grazia Fontani, figlia dello scomparso pitto-re Voltolino Fontani di Livorno (1920.1976) ha chiesto a De Paoli, dopo aver visionato la sua opera scultorea alla sede della Guardia Costiera di Livorno, un monumento a ricordo della “poetica” del padre. Voltolino Fontani è stato un pittore avanguardista, fondatore del movimento Eaista (insieme al pittore Angelo Siria Pellegrini, al pittore e poeta Marcello Landi, al pittore Aldo Neri e al pittore e filologo Guido Favati) teso a esorcizzare la “paura atomica” degli anni ’50 e ’60 e basato su uno stile pittorico nuovo incentrato su pennellate geometriche con colori accesi decisi.

Per De Paoli, dunque, una nuova sfida, trattandosi di un intento singolare: rappresentare la pittura con la scultura.

Antonio De Paoli ha studiato nel dettaglio la pittura di Fontani e, tra le tante significative opere, ha scelto come riferimento “Apocalisse”. E’ un quadro rappresentante una figura umana con le braccia tese che ferma un’orda di scheletri. Un parallelismo interessante, considerato che il quadro è stato dipinto da Fontani in piena Guerra Fredda e viene riproposto oggi in forma scultorea nel periodo in cui altre paure (leggi l’emergenza sanitaria) stanno attanagliando e imbavagliando l’uomo co-stretto a lottare contro gli “scheletri” di questa terribile Pandemia.

Il monumento che De Paoli realizzerà sarà collocato accanto alla scuola dove Voltolino Fontani insegnava pittura. la richiesta per lo spazio e l’installazione al Comune di Livorno è già stata inoltrata. E l’artista pavese si è già messo al lavoro disegnando un bozzetto dell’opera e realizzandone un modellino in scala (in resina). L’idea è scaturita in questo 2020 poiché proprio quest’anno ricorre l’anniversario della nascita dí Fontani: la figlia e lo stesso De Paoli sottolineano, tuttavia, che non si tratta di un monumento funebre quanto di un “inno” alla sua poetica pittorica che possa sensibilizzare i livornesi e tutti coloro che lo ammireranno. Una committenza prestigiosa per Antonio De Paoli, chiamato a omaggiare un protagonista dell’arte figurativa livornese del Novecento. L’opera, una volta realizzata, sarà un altorilievo, montato su un supporto indipendente e, come detto, farà mostra di se davanti a una scuola nel centro di Livorno.

Nonostante il perdurante periodo di lockdown e di limitazioni l’arte di De Paoli va oltre ì cardini materiali torna, caso singolare, proprio a Livorno; un’altra coincidenza si lega a questa vicenda, la figlia di Voltolino Fontani ha abitato per alcuni anni a Voghera. altra città che vede spiccare in uno spazio pubblico una scultura realizzata da Antonio De Paoli ovvero la statua dedicata all’indimenticato pugile vogherese Giovanni Parisi.

di Matteo Ronzini

Fonti: Il Ticino 27 novembre 2020

apocalisse di Fontani nella scultura di Antonio De Paoli

L’Apocalisse del ’55 diventa una scultura

L’Apocalisse del ’55 diventa una scultura

Il celebre artista pavese per la seconda volta a Livorno a reinterpretare il quadro di Voltolino Fontani  – Apocalisse

Trasferta per Antonio De Paoli

Sarà la seconda opera a Livorno dell’artista pavese Antonio De Paoli. Dopo il monumento alla Guardia costiera installato nel maggio 2019 a conclusione di un lungo iter durato 5 anni, la prossima realizzazione sarà un omaggio alla pittura in generale e in particolare all’artista livornese Voltolino Fontani, del quale’ quest’anno ricorre il centenario della nascita.

«Sono stato contattato in estate dalle figlie, presidente e vicepresidente dall’associazione Archivio Voltolino Fontani – racconta l’artista pavese di fama internazionale – che mi hanno commissionato questa opera, per la quale sono ancora in corso le pratiche col Comune di Livorno per l’individuazione dello spazio dove verrà posizionata, nelle intenzioni un luogo comunque significativo della città».

Difficoltà nel creare una scultura per rappresentare la poetica figurativa di un pittore? «Mi piacciono le sfide – risponde De Paoli – ed è stato affascinante riscoprire l’opera del pittore per dare vita tridimensionale a quello che è considerato un po’ il manifesto dell’artista, esponente post-espressionista. Il quadro si intitola Apocalisse, del 1955, rappresenta una figura umana che cerca di resistere alla furia distruttiva dei cavalieri dell’Apocalisse, raffigurati tradizionalmente come scheletri. Ed è un po’ espressione dell’angoscia di quel periodo storico, per i timori di un’imminente guerra nucleare. Ho trovato un parallelismo con le attuali angosce per la pandemia.

Come sarà l’installazione? «Per ora ho realizzato un bozzetto in scala, perché le dimensioni saranno da valutare quando sarà deciso il posizionamento. Si tratta di un altorilievo, in bronzo e acciaio corten. Abbiamo optato per questa scelta perché comunque non voleva essere una statua commemorativa, ma un’opera celebrativa della poetica figurativa dell’artista».

di Stefano Zanette

Fonti: IL GIORNO del 22 novembre 2020 – edizione LODI CREMA PAVIA

Apocalisse di Fontani nella scultura di Antonio De Paoli

Leggi sul sito di IL GIORNO

statua di San Francesco a Piandarca

Un artista pavese nelle terre di San Francesco. Contribuirà al sogno di un Santuario all’aperto

Un artista pavese nelle terre di San Francesco. Contribuirà al sogno di un Santuario all’aperto

PAVIA

«Parte il progetto Piandarca». Domani nella sala stampa del Sacro convento di Assisi, verrà illustrato «il sogno di realizzare un Santuario all’aperto nel luogo memorabile ove il Santo più amato predicò agli uccelli», anticipa la locandina dell’evento.

Tra i relatori, insieme ad autorità e amministratori civili e religiosi, ci sarà l’artista pavese Antonio De Paoli, vincitore del con-corso internazionale del Santuario all’aperto, come aveva anticipato a Il Giorno nel 2017.

«Sono passati due anni e mezzo – ammette De Paoli – e siamo ancora alla presentazione, perché per la realizzazione i tempi sono ancora da definire. Ma i tempi so-no necessariamente lunghi per simili, ambiziosi progetti. E devo ammettere che per me queste opere rappresentano tutta la mia aspettativa e passione». Opere, al plurale, perché lo stesso artista pavese si era aggiudicato entrambi i lotti del concorso internazionale, uno per la statua e uno per l’altare.

«La statua di San Francesco è in bronzo – spiega l’artista – e come l’altare, invece in pietra, non avranno basamenti. Poggeranno su plinti sottoterra, per dare l’impressione di essere collocati sul terreno. Per l’altare ho usato il concetto michelangiolesco della forma, in questo caso quella degli uccelli, che fuoriesce dalla materia, mentre la figura del Santo l’ho immaginata come un collegamento tra la terra e il cielo, quasi in punta di piedi e con le braccia alzate».

di Stefano Zanette

Fonti:  Il Giorno – Crema Lodi Pavia 25/06/2020

San Francesco A Cannara

A Cannara la statua di San Francesco e l’altare nella chiesa a cielo aperto realizzati dallo scultore pavese Antonio De Paoli

Nel luogo mistico della predica del Santo agli uccelli. De Paoli ha vinto il concorso internazionale indetto dall’Ordine Francescano

A Cannara la statua di San Francesco e l’altare nella chiesa a cielo aperto realizzati dallo scultore pavese Antonio De Paoli

Un altare e una statua nella “Chiesa a cielo aperto” a Piandarca di Cannara (in provincia di Perugia, a pochi km da Assisi), il luogo mistico della predica agli uccelli di S. Francesco D’Assisi. Li realizzerà lo scultore pavese Antonio De Paoli (classe 1966, formatosi all’Accademia di Brera e autore di numerose opere di portata nazionale e internazionale) che è risultato vincitore di un con-corso internazionale al quale hanno partecipato più di 200 artisti.

Il progetto prese corpo 5 anni fa, forte-mente voluto da una molteplicità di attori: la città di Assisi, il Comune di Cannara, la Diocesi di Assisi e l’Ordine Francescano dell’Umbria. Fu realizzata una grande “Tau” a sancire la nascita di una chiesa a cielo aperto (l’area sacra fu sorvola-ta da Papa Francesco in elicottero nella sua visita ad Assisi di tre anni fa): fu indetto poi un concorso internazionale per dotare questa chiesa di una statua di S. Francesco e di un altare.

“Venerdì 26 giugno”, spiega Antonio De Paoli, “alle ore 11.00 si terrà, al Sacro Convento di Assisi, la presentazione del progetto con l’avvio della raccolta fondi in tutto il mondo. Saranno presenti mons. Domenico Sorrentino Vescovo di Assisi e padre Enzo Fortunato. Successivamente mi metterò al lavoro per la realizzazione dell’altare prenderà forma a Carrara, la statua di S. Francesco in bronzo nel mio studio a Corvino S. Quirico. Le due opere saranno poi trasportate sul posto e si terrà l’inaugurazione ufficiale”.

Nelle foto vediamo il progetto ufficiale di entrambe le opere e lo scultore pavese con il bozzetto della statua in scala minore.

“Piandarca è un luogo suggestivo ed evocativo”, dice De Paoli, “ho pensato quindi a un S. Francesco inedito, sospeso tra terra e cielo in punta di piedi. Le braccia sono aperte in un abbraccio simbolico al Creato e all’estremità della mano destra ha un’allodola mentre un altro uccello sfiora la sua veste. La figura, in bronzo, si muove come in una danza, in estasi completa. L’altare sarà invece un blocco marmoreo monolitico con alcune figure di uccelli in volo “sbozzate” dal blocco stesso. Gli uccelli prendono forma dal “non finito” (un concetto “Michelangiolesco” molto caro a De Paoli) e stanno per sprigionarsi in volo appena sotto il piano dell’altare.

“E’ stato emozionante”, conclude De Paoli, “vincere questo concorso e poter così rappresentare S. Francesco, patrono d’Italia, in un contesto storico così particolare, al termine (ci auguriamo) di una pandemia che ci ha sconvolto. E’ come se la vita ricominciasse con la più alta preghiera al Creato, con il desiderio di rispettare e amare la terra e le sue creature”.

di Matteo Ranzini

Fonti: Il Ticino 19/06/2020

San Francesco di Antonio De Paoli a Cannara

Monumento alla Guardia Costiera made in Pavia

OPERA DELLO SCULTORE ANTONIO DE PAOLI
Monumento alla Guardia costiera made in Pavia

DOPO il bagno di folla di sabato ad Abbiategrasso per il monumento agli alpini, si sta per scoprire a Livorno la scultura dedicata alla Guardia costiera. L’artista pavese Antonio De Paoli ha infatti terminato l’opera “Energia emergente”, dedicata «agli uomini e donne della Guardia costiera che nel mare salvaguardano la vita di tutti con coraggio e dedizione». Giovedì prossimo la cerimonia di scoprimento a Livorno (una vera e propria inaugurazione è prevista successivamente, in data non ancora fissata), dopo un iter durato 5 anni.

De Paoli aveva infatti vinto il concorso internazionale, bandito dal Provveditorato interregionale per le opere pubbliche Toscana-Umbria – Ufficio opere marittime e Toscana costiera, per un’opera artistica da destinare nella nuova sede della Capitaneria di porto di Livorno.

«Dopo un iter burocratico un po’ più lungo del previsto – ammette De Paoli -l’estate dello scorso anno erano stati definiti gli ultimi dettagli tecnici e insieme all’ingegner Francesco De Amici abbiamo realizzato il cantiere. La parte marmorea è stata la più impegnativa: ero andato a scegliere il blocco da 9 tonnellate di marmo a Carrara». «Si trattava di creare – ricorda lo scultore pavese – un apparato decorativo plastico da apporre sulla cancellata. Sono partito dal logo della Guardia costiera, suddiviso in tre bande orizzontali, per arrivare alle azioni, in particolare al soccorso in mare e all’opera di salvataggio, nella prima delle due lastre in bronzo, dove ci sono due figure che salvano un naufrago su una scialuppa. Nell’altra lastra in bronzo ci sono i mezzi della Guardia costiera, la motovedetta e l’elicottero. La due lastre in bronzo sono inserite nel blocco marmoreo che raffigura la prua di una nave, con anche la zoccolatura scolpita con onde marine».

Sabato scorso, ad Abbiategrasso, era invece stata inaugurata, con una cerimonia molto partecipata la scultura di De Paoli commissionata dalla sezione alpina abbiatense: un globo terrestre sormontato dal cappello con la penna nera.

di Stefano Zanette

Fonti: Il Giorno 19/05/2019

Intervista con De Paoli

Nelle mie opere cerco di trasmettere qualcosa che vada al di là delle immagini

Antonio De Paoli, 53 anni, di origini oltre-padane, è scultore e scenografo. Si laurea nel 1989 a pieni voti all’Accademia delle Belle Arti di Brera. La scenografia lo introduce nel mondo della produzione artistica, prima alla Fininvest, successivamente in Rai come scenografo “titolare”, lavorando alla realizzazione di alcuni programmi: “Paperissima”, “La Melevisione”, “Solle-tico”, il “Giro d’Italia”. Si avvicina all’attività artistica verso la fine degli anni ’90 con il ciclo pittorico, la “Porta del Giubileo” e le 14 formelle della via Crucis nella chiesa di San Vittore a Casorate Primo.

L’impronta artistica parte dal mondo classico e rinascimentale, legato alla metafisica e al neosimbolismo. Teatro e “bottega” delle sue creazioni diviene lo studio d’arte a Corvino San Quirico, tra i suggestivi poggi verdeggianti dell’Oltrepò. Nelle opere De Paoli cerca sempre di trasmettere qualcosa che vada al di là dell’immagine, che evochi il personaggio o gli avvenimenti sacri. Le tematiche sono varie: si passa dai temi sociali a quelli storici, da quelli cristiani ai concetti astratti, legati al mondo moderno dove l’uomo è sempre protagonista.

L’arte sacra diviene l’epicentro della produzione di De Paoli: enti pubblici, soggetti privati, enti ecclesiastici gli commissionano lavori di pittura e scultura, tra i quali si segnalano le sculture in terracotta per l’eremo di Sant’Alberto di Butrio e le statue di San Luigi Versiglia e San Luigi Orione per la facciata della chiesa parrocchiale di Lungavilla. La sua sensibilità e la sua intuizione artistica sono alla base di due opere che spiccano per autenticità e trasporto emotivo: la scultura monumentale posta sulla tomba di Davide Achilli, vigile del fuoco deceduto in servizio a Voghera, e la statua di Giovanni Parisi, pugile tragicamente scomparso, che oggi campeggia di fronte alla sede della Boxe Voghera.

Dal 2013 ad oggi ha vinto dieci concorsi internazionali, portando avanti, in contemporanea, l’attività di scultore in tutta Italia. L’ultimo vinto, quello relativo al progetto della chiesa all’aperto, per quanto riguarda la realizzazione dell’altare e della statua dedicata a San Francesco, nelle vicinanze di Assisi, nel luogo dove il Santo predicò agli uccelli. De Paoli, il suo nome in Oltrepò è legato in particolar modo a due sculture monumentali da lei realizzate: una dedicata alla memoria di Giovanni Parisi, l’altra di Davide Achilli, vigile del fuoco deceduto in servizio.

Come nasce l’idea di una scultura monumentale e nel caso specifico come è nata l’idea di rappresentare proprio “in quel modo” Davide e Giovanni?

«Le opere sono nate da due committenze diverse: per Davide Achilli, la realizzazione dell’opera mi è stata commissionata nel 2010 dal padre, che desiderava un busto tridimensionale che rappresentasse un vigile del fuoco in azione. Invece, per quanto riguarda Giovanni Parisi, la committenza nacque 4 anni dopo ad opera di Antonio Perugino, amico dell’atleta e fondatore dell’Associazione “Tutti insieme per Parisi” e fu inaugurata nel 2016. Anche in questo caso, come per Achilli, ho desiderato rappresentare l’individuo in movimento, nell’atto del combattimento».

Ha avuto piena libertà nella creazione delle opere o spesso chi le commissiona ha delle esigenze che limitano o indirizzano la sua creatività?

«Diciamo che il 70% delle opere che creo, sono progettate ed eseguite con un certo margine di libertà e autonomia. Mi viene dato tempo e spazio per realizzare l’idea. A volte ci sono eccezioni legate a committenze molto specifiche, dove non posso agire in autonomia. Ad esempio nel caso del gruppo Alpini di Abbiategrasso, che mi commissionò un monumento montato su una rotonda in centro città. In quel frangente non ebbi la possibilità di progettare, ma solo di realizzare. Anche per quanto riguarda i concorsi, i vincoli sono parecchi… sia in materia di dimensioni che di tematiche, spesso indicate nei bandi».

Quanto tempo ha impiegato per la loro realizzazione?

«Dipende dal materiale, dalla struttura e dall’iter di realizzazione dell’opera. Tendenzialmente, si parte dalla creazione di un modello in scala reale e successivamente viene fatto lo stampo siliconico, in cera o in bronzo, da parte di una fonderia artistica. Posso dire che, mediamente, un monumento viene ultimato in nove mesi. Naturalmente tenendo conto di eventuali allungamenti in merito alla burocrazia e alla ricerca dei materiali…».

De Paoli, nel suo curriculum figura una lunga carriera tv in qualità di scenografo. Tra i programmi tv più celebri di cui ha curato la scenografia “Paperissima”… Quanto lavoro c’è dietro la realizzazione di una scenografia?

«Diciamo che ho sempre lavorato come assistente scenografo, in quanto affidata-rio della progettazione della scenografia; la realizzazione viene solitamente appaltata a ditte esterne che si occupano di scenotecnica, oppure a laboratori di falegnameria. L’esperienza legata a “Paperissima” è stata molto divertente e interessante, trattandosi delle prime edizioni del programma. Anche in questo caso mi è stato dato un ampio margine di libertà nella realizzazione degli scenari, rapportandomi sempre e comunque alle indicazioni del mio capo.

Una volta approdato in Rai, sono diventato scenografo titolare a tutti gli effetti; tra le mie esperienze, ricordo con piacere “Solletico”, “La Melevisione” e soprattutto “il Giro D’Italia”, per il quale ho realizzato uno studio mobile. Dal 2000 in poi la mia vita cambiò radicalmente, in quanto a Milano si respirava aria di crisi e gli scenografi venivano chiamati dalla sede di Roma.. questo mi portò davanti a un bivio. Trasferirmi a Roma o continuare la mia carriera milanese? Da qui arrivai al cambio di rotta…».

Mi ricollego alla domanda precedente: questo cambio di rotta portò ad un avvicinamento all’attività scultorea. Come iniziò questa passione?

«Qui dobbiamo tornare indietro di qualche anno, perché questo cambiamento arriva da una passione che già portavo avanti in contemporanea all’attività di scenografo: il restauro. Già mi occupavo del ripristino degli affreschi delle chiese. Dalla conoscenza con Don Sante Torretta, parroco di Casorate Primo, nacque un grande rapporto professionale e di amicizia. Gli prospettai l’idea di occuparmi del ciclo pittorico ex novo delle due cappelle laterali e dell’abside della chiesa di San Vittore; immediatamente mi misi subito al lavoro, progettando come farebbe un maestro rinascimentale. A partire dagli ultimi anni ’90 iniziai a lavorare come scultore; il mio primo lavoro fu la creazione di 14 formelle della via Crucis nella chiesa di San Vittore a Casorate Primo.

Nel 2000 creai la “Porta del Giubileo” inaugurata da Monsignor Ravasi, rappresentazione della storia della cristianità dalla Bibbia ai tempi nostri, ultimata nel 2002 con la creazione delle due porte laterali. Nel 2004 realizzai un altorilievo in terracotta all’ingresso dell’eremo di Sant’Alberto di Butrio, dedicato al Miracolo del Pozzo. Nel 2008, mi occupai della grotta sottostante all’abbazia con la statua dedicata al Santo. Tra le opere più recenti, ricordiamo il monumento dedicato a Don Remotti, sito a Casalnoceto.

Tra gli ultimi lavori più importanti il monumento dedicato ai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale di Lodi e il complesso scultoreo dedicato alla Guardia Costiera di Livorno. Il tema che ho scelto per l’opera è attualissimo, ovvero il soccorso in mare, per il quale sono mobilitati da anni uomini e mezzi della Guardia Costiera. L’opera si caratterizza per la stilizzazione di una prua (3 X 5 metri) in marmo di Carrara, che interromperà la cancellata davanti alla sede; sotto di essa sono state scolpite le onde, mentre un blocco in cemento ha ospitato due pannelli bronzei. Sul primo è stata raffigurata una scena di salvataggio in mare (con mani e braccia tese nello sforzo del soccorso), sul secondo sono raffigurati i mezzi di soccorso (elicotteri e motovedetta)».

A che movimento appartengono le sue opere e quali sono le tematiche affrontate?

«è una domanda interessante, anche perché non è facile rispondere… al di là delle varie correnti artistiche, mi considero un po’ un outsider. La mia base di partenza è sempre e comunque il mondo classico e rinascimentale, legato alla metafisica e al simbolismo. Potrei definirmi un neosimbolista, figurativo, ma non troppo! Nelle mie opere, cerco sempre di trasmettere qualcosa che vada al di là dell’immagine, che evochi il personaggio o gli avvenimenti sacri. Le tematiche sono varie: si passa dai temi sociali a quelli storici, da quelli cristiani ai concetti astratti, legati al mondo moderno».

Ad un certo punto della sua carriera si è dedicato all’arte sacra: dalle sculture in terracotta per l’eremo di Sant’Alberto di Butrio alle statue di San Luigi Versiglia e San Luigi Orione per la facciata della chiesa parrocchiale di Lungavilla. Da dove è giunta l’ispirazione per gli affreschi e l’arte sacra?

«Le opere nascono sempre da committenze pubbliche e private. In questo caso, il passaggio da pittura a scultura è nato da una casualità, legata appunto all’incontro con Don Sante Torretta, anche se la mia attività di scultore è nata in studio parallelamente all’attività di scenografo. Dai primi anni ’90 ho sentito l’esigenza di rendere i miei quadri tridimensionali, le forme tendevano a uscire dalla composizione e da qui la necessità di farle diventare sculture vere e proprie. Questo è stato il punto di partenza per la mia arte scultorea… dal 2010 in poi, mi sono avvicinato un po’ di più all’arte laica e alle opere pubbliche, con la creazione dei monumenti dedicati a Giovanni Parisi e Davide Achilli».

Teatro e “bottega” delle creazioni di De Paoli è lo studio d’arte a Corvino San Quirico. Corvino e l’Oltrepò in generale le sono di ispirazione?

«Corvino San Quirico è stata la casa di campagna dei miei antenati. Ho trasformato in atelier la cappella di famiglia, risalente al ‘600. Sì, posso dire che il territorio dell’Oltrepò mi dà la serenità e la tranquillità necessaria a coltivare l’ispirazione, soprattutto per il fatto che lo studio è collocato in una posizione di mezzo, tra il paese e la campagna…. Confesso che, a volte, sembra di stare in un’altra epoca…».

Di De Paoli dicono: “artista pavese, costantemente alla ricerca di nuove forme e plastica rappresentatività per raccontare l’uomo e il suo territorio”. Sta già lavorando per il futuro in questa direzione?

«Certo, cerco sempre di capire il rapporto che lega l’essere umano al territorio e al suo tempo. Sto lavorando al progetto per la chiesa, sita nelle vicinanze di Assisi… al momento mi trovo a Carrara, alle prese con la ricerca del marmo per la realizzazione dell’altare e della statua dedicata a San Francesco». Ritiene l’Oltrepò e gli oltrepadani “dotati” di sensibilità artistica? «Posso dire che l’Oltrepò Pavese sia più generoso di altri territori… Voghera, in alcune cose, è più aperta di Pavia…. Infatti, oltre alle due statue delle quali le ho parlato, nel 2012 ho realizzato anche il monumento dedicato a Davide Achilli, montato su roccia dolomitica, posto davanti alla caserma dei Vigili del Fuoco».

di Federica Croce

fonti:

Intervista con De Paoli

intervista con De Paoli