Voghera, inaugurato il monumento dedicato a Giovanni Parisi

Realizzato dallo scultore pavese Antonio De Paoli

La colonna sonora del film “Rocky” ad aprire e chiudere l’evento, l’inno nazionale suonato dal Corpo Bandistico Città di Voghera, i ricordi, i sorrisi, la commozione. Sono tutti gli ingredienti della giornata di sabato 7 maggio, nella quale a Voghera (nel giardino antistante la sede della Boxe Voghera) è stato scoperto il monumento dedicato a Giovanni “Flash” Parisi. il pugile medaglia d’oro a Seul e campione del mondo WBO tragicamente morto in un incidente stradale il 25 marzo 2009. L’autore del capolavoro, Antonio De Paoli, ha illustrato la statua in bronzo a cera persa che fuoriesce dalla prima pagina della Gazzetta in acciaio corten installata su un basamento con scanalature a forma di saetta. Il parroco don Cesare Depaoli ha benedetto il monumento. Numerose le autorità
presenti dal commissario prefettizio Sergio Pomponio, al presidente regionale del Coni Oreste Perri, dal maestro Livio Lucarno al prof. Mario lreneo Sturla, dal delegato provinciale del Coni Luciano Cremonesi al presidente della Boxe Voghera Francesco Ceniccola fino all’ex sindaco Carlo Barbieri. Presenti e commossi anche la moglie di Giovanni Parisi, Silvia Hrubinova, con le figlie Angel, 11 anni, e Isabel, 9 anni, l’amico e compagno di allenamento Vincenzo Gigliotti e Antonio Perugino che due anni fa ha creato l’Associazione *Tutti insieme per Giovanni Parisi”. Il monumento è illuminato da alcuni led (due punti luce esterni con retroilluminazione e due all’interno della scanalatura alla base) e all’ingresso del giardino è stata collocata una targa con la dedica dello scultore De Paoli a Parisi. “Mi auguro”, ha affermato De Paoli, “che questa scultura monumentale sia di monito ai giovani, perché ricordino l’importanza cli sfidare se stessi, di affrontare con coraggio sfide sempre nuove, con l’umiltà e la forza che contraddistinguevano la personalità di Giovanni Parlai”.

Matteo Ranzini

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monumento a Giovanni Parisi

Una statua per ricordare Giovanni Parisi.

Monumento inaugurato a Voghera

VOGHERA Nei giorni scorsi, presso i giardini dell’ASD Boxe Voghera in viale Kennedy, è stato inaugurato il monumento dedicato a Giovanni Parisi. Il Commissario Prefettizio Sergio Pomponio, in rappresentanza del Comune di Voghera, ha partecipato alla Cerimonia di intitolazione della statua al pugile scomparso il 25 marzo 2009.

All’inaugurazione erano presenti anche l’autore, lo scultore pavese Antonio De Paoli, la moglie del pugile Silvia Hrubinova Parisi insieme alle figlie, il presidente provinciale del Coni Luciano Cremonesi, il medico sportivo Ireneo Stura ed il pugile Vincenzo Gigliotti. Durante la cerimonia, il Commissario Sergio Pomponio ha ricordato la figura di Giovanni Parisi come pugile e come uomo ed il prestigio che, con le sue vittorie, ha conferito alla Città di Voghera: due volte campione mondiale dei pesi leggeri e vincitore della medaglia d’oro alle olimpiadi di Seul.

(ivi)

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Flash’ ora boxa nel giardino: Svelata la statua che lo ricorda

Omaggio al grande pugile tragicamente scomparso

– VOGHERA –

FLASH per gli appassionati, Parisi per tutti, Giovanni per gli amici di Voghera. Il volto del pugile, medaglia d’oro nei pesi piuma alle olimpiadi di Seul del 1988 e campione mondiale Wbo, ora scruta i passanti nel giardino di fronte alla palestra dell’Asd Boxe Voghera in via Kennedy, accanto alla piscina comunale attraverso il monumento che la città gli ha dedicato. L’opera, realizzata dallo scultore Antonio De Paoli, è stata inaugurata ieri pomeriggio, svelata Mila vedova di Parisi, Silvia e dalle loro bambine, oltre che dall’amico Antonio Perugino. Parisi era nato a Vibo Valentia ma si era poi trasferito in Oltrepo Pavese con i genitori. A Voghera Parisi trovò anche la morte nel marzo 2009, nello schianto contro un furgone lungo la tangenziale all’altezza di Oriolo. Da allora, se tutti lo ricordano per i suoi successi sportivi e per essere stato l’unico pugile insieme a Nino Benvenuti ad aver ottenuto due mondiali in due diverse categorie di peso, in città è vivo il ricordo dell’uomo che è stato: «Lui scavava nell’animo di chi aveva accanto, era capace di capire le persone —ha raccontato il medico del campione, Mario Sturla. Sapeva parlare ai giovani, perché lo riconoscevano come uno di loro, con quel suo abbigliamento e l’orecchino. Porto ancora un bracciale che mi regalò e che mi fece giurare di non togliere mai. Diceva che nella vita ci vogliono educazione e rispetto. Questo era Giovanni».

Il Medico MARIO STURLA «Giovanni sapeva parlare ai giovani era uno di loro con l’orecchino e quel suo abbigliamento»

L’AMICO Vincenzo Gigliotti ha realizzato il basamento in cemento per suppor-tare la statua: «Dopo anni di allenamento insieme, dedico questo basamento alla sua famiglia e a lui come persona, prima che come atleta». L’idea del monumento era venuta a Perugino due anni

fa: «È un giorno importante per la boxe a Voghera e per la città, per cui Giovanni nutriva amore». In Oltrepo Parisi si allenava veniva assistito dal noto maestro Livio Lucarno, che dagli anni Settanta è uno dei simboli della boxe a Voghera. Ha ricordato le abilità del pugile anche Oreste Peni, presidente del Coni Lombardia: «Aveva capacità straordinarie. Io ero con lui a Seni, mi fu presentato lì. Per me lui è ancora vivo, quando è successo l’incidente non volevo crederci». La statua e in acciaio e bronzo, rappresenta Parisi che fuoriesce da una pagina di cronaca sportiva e sembra pronto a sferrare uno dei suoi colpi: «L’idea era creare un’immagine vitale — ha commentato l’autore -. A opera conclusa, lei ha quasi abbracciato la statua».

di NICOLETTA PISANU

RICORDO Silvia Parisi vedova di Giovanni svela la statua dedicata al pugile vogherese morto in un incidente (Torres)

 

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Il modo migliore per ricordare Giovanni è crescere i giovani

La statua è un ricordo di Giovanni che rimarrà per la città e per tutti gli amanti del pugilato, ma dietro c’è la palestra della Boxe Voghera, la società dove Parisi è cresciuto e dove lavoriamo quotidianamente per creare i pugili del futuro

Il presidente Franco Ceniccola sottolinea così l’impegno della sua società, il lavoro dei suoi tecnici nella palestra posta alle-spalle della statua inaugurata ieri. «E’ un onore ed un vanto che il ricordo di Parisi abbia trovato posto dove siamo noi, così i ragazzi quando entreranno avranno sempre davanti la sua immagine, un esempio per tutti. Sono peraltro convinto che il modo migliore per perpetuare la sua memoria sia guardare al futuro, formare atleti che possano continuare sulle orme tracciate da “Flash”. Abbiamo voluto allestire la riunione con i dilettanti della categoria Elitè subito dopo l’inaugurazione della statua perché ci sembrava che questo fosse il modo migliore per completare una giornata così importante». Il maestro che ha cresciuto e seguito tutta la carriera pugilistica di Pari-si è stato Livio Lucarno, che, commosso fino alle lacrime, aggiunge: «La statua ci voleva. L’artista è stato molto bravo a raffigurarlo in quel modo, a scatti mentre esce dalle pagine della Gazzetta, un modo perfetto per rappresentarlo».

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Ecco la statua dedicata a Parisi

LA CERIMONIA

VOGHERA
«Questa statua è il ricordo non solo di Giovanni, ma soprattutto dei suoi valori». Antonio Perugino, del comitato “Tutti insieme per Giovanni Parisi” nato con l’intento di raccogliere fondi per il progetto, ha usato queste parole prima che venis-
se scoperta la statua in onore del campione di Medassino. Si tratta di una scultura realizzata da Antonio De Paoli, voluta grazie all’impegno della mo-glie di Giovanni, Silvia Hrubinova. È stata collocata in via Fratelli Kennedy, nell’area verde adiacente la palestra dell’Associazione Boxe Voghera.

Alla cerimonia la moglie, i figli di Parisi e lo scultore Antonio De Paoli

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Un monumento ai valori di Parisi

Inaugurata a Voghera la statua in cui il campione morto nel 2009 «esce» da una pagina della Gazzetta

Esce da una grande prima pagina della Gazzetta, una statua in posa da pugile, sembra vivo. Giovanni Parisi è ancora il campione, da sotto lo ammirano la moglie Silvia e le figlie Angel, 11 anni domani, e Isabel, 9 compiuti il 2 maggio, stesso giorno del fratello Carlos, 18enne. Angel e Isabel il papà l’hanno visto solo nei filmati, mai da bordoring. Ieri erano lì a svelare il monumento che riporta Flash tra i familiari, gli amici e la città che lo aveva adottato e che lui amava, come ha ricordato il commissario prefettizio Sergio Pomponio. Quella maledetta sera del 25 marzo di 7 anni fa, Giovanni si schiantava in auto a 41 anni. La famiglia perdeva un riferimento, l’Italia un campione, la boxe un futuro dirigente. Anche per la Gazzetta fu un dolore particolare: Parisi aveva disputato 4 mondiali per celebrare i 100 anni del giornale trasformatosi in co-organizzatore delle riunioni al Palalido e al Forum. Aveva iniziato il 9 marzo 1996 conquistando la cintura dei superleggeri contro Sammy Fuentes, poi aveva difeso la corona con Carlos Gonzalez, Sergio Revilla e Harold Miller. Indimenticabile.

PALESTRA Ieri la cerimonia davanti alla palestra della nuova sede della Boxe Voghera, la seconda casa di Giovanni. Silvia Hrubinova Parisi, che ha raccolto l’eredità del marito con la stessa determinazione, ha lasciato la parola ad Antonio Perugino, amico fraterno di Giovanni, che ha animato l’associazione Tutti Insieme per Parisi. «È il coronamento di un sogno — ha detto Perugino — portato avanti da un gruppo di amici per far diventare un simbolo il sacrificio, il rispetto, la caparbietà, la lealtà che sono i valori di Giovanni, valori che fanno diventare uomini prima ancora che pugili». Oreste Perri, presidente del Coni lombardo, ha ricordato Parisi conosciuto a Seul. «Quando morì non volevo crederci — ha detto — E oggi eccolo qui, ancora tra noi». Commosso anche Livio Locarno, il maestro che strappò alla strada un ragazzino venuto dalla Calabria e lo fece diventare un campione. Poi torneo delle Cinture Lombarde, per immaginare Giovanni ancora sul ring.

Giovanni Parisi, con la moglie Silvia, nato nel 1967 e morto in un incidente di auto nel 2009

Il monumento di Parisi è di Antonio De Paoli in bronzo e acciaio, è alto col basamento, realizzato dai fratelli Gigliotti, tre metri e mezzo

Daniele Redaelli

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Giovanni “Flash” Parisi “rivivrà” in una scultura

Sarà inaugurata sabato 7 maggio alle 5 a Voghera

Sabato 7 maggio Giovanni Parisi “rivivrà” nella “sua” Voghera. Il celebre pugile, campione del mondo Wbo e oro olimpico a Seul ’88, tanto amato e scomparso tragicamente il 25 marzo 2009 in un incidente stradale rivivrà “plasticamente” in una scultura realizzata dall’artista pavese Antonio De Paoli. In viale Kennedy 55, alle ore 15.00, avverrà la posa della struttura nella quale “Flash” Parisi emerge da una pagina della Gazzetta dello Sport in una dinamica azione. Alla sede del Coni di Pavia è stata presentata l’iniziativa alla presenza del delegato provinciale Luciano Cremonesi, dell’artista Antonio De-paoli, della moglie di Giovanni Parisi Silvia Hrubinova, del medico Mario Ireneo Sturla, dell’allenatore di “Flash” Vincenzo Gigliotti, del fondatore del comitato “Uniti per Giovanni Parisi” Antonio Perugino e del pugile Gianluca Frezza. “Il progetto è nato 2 anni fa”, ha spiegato Perugino, “da un gruppo di facebook. Con la
volontà di ricordare e celebrare “Flash” abbiamo creato il comitato “Tutti insieme per Giovanni Parisi”. E’ scaturita dal comitato la volontà di ricordare Giovanni con un’opera scultorea”. “Al centro delle mie produzioni c’è sempre l’uomo”, ha affermato l’artista Antonio De Paoli, “ho studiato i video di Giovanni Parisi, ascoltato i racconti su di lui e l’ho immaginato in azione con i suoi movimenti ma soprattutto con la sua umanità. L’opera è in laminato, in bronzo/acciaio corten con un basamento, mi auguro che la vitalità che esprime prosegua nel tempo”. Commoventi sono stati gli interventi di Silvia Hrubinova e Mario Sturla che hanno tratteggiato la figura di Giovanni raccontando significativi e toccanti episodi di vita quotidiana vissuti con il campione. L’appuntamento è dunque per il 7 maggio, occasione nella quale la Boxe Voghera organizzerà anche una “riunione” appena dopo l’inaugurazione della scultura. Umiltà, caparbietà, tenacia, umanità saranno le parole chiave di una giornata speciale da vivere nel ricordo di Flash.

Matteo Ranzini

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Grande boxe al palazzetto dello sport ripensando all’indimenticabile Parisi

Pavia, presentata la statua dedicata a Flash che sarà svelata a maggio

LO SCULTORE DE PAOLI «La mia opera ha un’anima: quando ho finito il volto La moglie lo ha accarezzato

– PAVIA –

PESATA pubblica ieri pomeriggio. La sala consiliare che poche ore dopo avrebbe accolto gli esponenti politici in giacca e tailleur, ha lasciato spazio a due uomini in mutande. Non due persone come tante, certo, ma Gianluca Frezza, 36 anni e il georgiano Giorgi Ungiadze di 31. Sono i pugili protagonisti del match valido per l’International Contest che si disputerà stasera al Pala Ravizza di Pavia. Una serata di grande boxe anche in memoria di Giovanni Parisi, che ha perso la vita sette anni fa sulla tangenziale di Voghera, città in cui i suoi genitori si erano trasferiti dalla Calabria e in cui anche lui era cresciuto e aveva formato la sua famiglia. Per ricordarlo, lo scultore pavese Antonio De Paoli ha realizzato un’opera che sarà inaugurata il 7 maggio a Voghera. I dettagli della cerimonia sono stati forniti ieri dallo stesso artista: «L’inaugurazione — ha detto — si terrà alle 15 e il monumento sarà benedetto dal monsignor Cesare De Paoli, responsabile della comunità di Casalnoceto. «Attualmente la statua si trova in parte a Verona ‘parcheggiata’ alla fonderia artistica — ha aggiunto De Paoli — e in parte a Voghera. Presto sarà assemblata». Il monumento presenta una prima pagina della Gazzetta dello Sport, alta 3 metri, in acciaio Corten, su cui campeggia la sagoma del pugile ricavata al negativo. «Ma non è un manichino — ha sottolineato Antonio De Paoli —, io ho voluto rendere `viva’ la mia opera, dandole un’anima». Nel percorso l’artista è stato aiutato dalla vedova di Flash Parisi, Silvia Hrubinova. «In questo anno in cui mi sono dedicato alla realizzazione del monumento — ha detto De Paoli — Silvia veniva nel mio studio una volta alla settimana e mi correggeva perché una volta il naso non andava bene, un’altra volta si doveva cambiare qualche altro particola-re del viso. Alla fine, però, ha accarezzato quel volto, ho capito così che aveva riconosciuto nella mia statua il ‘suo’ Giovanni. Questo per me è stato il complimento più bello».

PERCHÉ Flash non era soltanto un pugile, ma anche un «uomo straordinariamente intelligente» come ha ricordato il medico sportivo, suo medico e amico personale Mario Sturla. «Insieme faceva-

mo un sacco di zingarate — ha ricordato Sturla – Una  volta a settimana andavamo in giro a testare i ristoranti. Una volta durante un match importante a Calabria, Giovanni cadde prima del limite. Era steso al tappeto quando mi sono avvicinato per accertarmi delle sue condizioni aperto un occhio e mi ha detto ‘Si preoccupi di mia moglie, lo sa io recupero’». Commosso, ha raccontato diversi aneddoti che sulla Vita sportiva di Parisi, sottolineando come parlasse sempre «a bassa voce per i suoi uditori a prestargli attenzione». Ed era un uomo profondo_ «Una volta durante un’intervista — ha ricordato ancora il dottor Sturla — gli chiesero quale viaggio gli era rimasto più nel cuore e risposte che ‘tutte le sere prima di dormire, compiva un viaggio nella sua anima’ Giovanni era questo». E il monumento lo racconta.

di MANUELA MARZIANI

SPORTIVI Da sinistra Gianluca Fezza, 36 anni e Giorgi Ungiadzedi, 3 Sopra, la statua dedicata a Giovanni Parisi (Torres)

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Una statua per ricordare il grande Flash

7 maggio a Voghera sarà scoperto il monumento dedicato a Parisi, indimenticato campione

VOGHERA
La statua in memoria del pugile Giovanni Parisi verrà inaugurata sabato 7 maggio alle 15 nel giardino di fronte all’ingresso della palestra della Boxe Voghera: a seguire una riunione di pugilato dilettantistico riservato alla categoria Elitè e una raccolta fondi destinata alla realizzazione del monumento. La data coincide con la Sensia (festa patronale) e l’anniversario dei vent’anni dalla vittoria della medaglia d’oro vogherese alle Olimpiadi di Seul ’88 al campionato del mondo Wbo. «Parisi è un punto di riferimento, soprattutto in tempi come questi in cui lo sport sta vivendo momenti difficili», spiega il delegato del Coni di Pavia Luciano Cremonesi, alla presentazione del l’evento, tenutasi alla sede del Coni. Silvia Hrubinova Parisi vede in questa scultura, per la cui costruzione ha generosamente contribuito, come “… un’opportunità di ispirazione in particolar modo per i giovani in cerca di una strada per il loro futuro: tutti i progetti possono essere realizzati con l’impegno e senza smettere di credere in se stessi». La statua nasce circa due anni fa dal gruppo Facebook “Vita da pugili”, dove molti fan di Parisi chiedevano di ricordarlo in qualche misura: la sfida fu raccolta da Antonio Perugino, gran-de amico di Giovanni. Perugino
ha dato vita all’iniziativa “‘fitti insieme per Giovanni Parisi”, grazie alla quale sono stati raccolti i fondi necessari per l’avvio della costruzione della scultura. Per svolgere questo compito si è voluto cercare un artista dell’0ltrepo che sapesse esprimere sentimento e dinamicità nelle sue opere: Antonio De Paoli, scultore pavese, ricercando l’animo umano nelle sue opere, riesce a ricostruire la personalità dei soggetti, ridando vita attraverso la materia. La figura di Giovanni nel monumento alto due metri esce come un proiettile da una foto della «Gazzetta dello Sport» (alta tre metri), in particolare dalla prima pagina del giornale, che 20 anni fa raccontava la vittoria del pugile al mondiale Wbo. Le saette che escono dal terreno e che irrompono nella pagina di giornale dal basamento spaccato consentono a Parisi di essere vivo. «Flash» è ritratto nel monumento bronzeo mentre si ritrae e allunga il pugno per colpire e abbattere l’avversario come nella famosa finale olimpica. «Un artista deve creare qualcosa di vitale, deve perpetuare i personaggi nel tempo», rileva De Paoli. Vincenzo Gigliotti, amico e compagno di allenamento del pugile, ha realizzato il basamento della statua (alto cm. 50). Il professor Mario Ireneo Sturla ha accompagnato il campione in tutta la sua carriera, e aggiunge: «Giovanni non era solo quello che raccontano i giornali, un campione cui chiedere foto e autografi: si distingueva per la sua umiltà, tenacia, caparbietà, fiducia in se stesso, sensibilità ed intelligenza».

(m.’sc.)

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