De Paoli a Scurcola Marsicana

“Alla fonte della vita” dello scultore pavese Antonio De Paoli

La nuova opera dell’artista pavese sarà collocata a Scurcola Marsicana

Sorgerà a maggio 2024 nella piazzetta antistante la chiesa romanica di S. Egidio a Scurcola Marsicana (L’Aquila) la nuova opera d’arte dello scultore pavese Antonio De Paoli.

“Alla fonte della vita”, questo il nome della statua bronzea che sarà installata, è un omaggio alla maternità ed è il frutto di una serie incredibile di coincidenze. “Il 6 novembre 2022; ci spiega proprio De Paoli, “è venuta a mancare mia madre. Una settimana dopo ho ricevuto una telefonata inattesa: Franco Farina il fondatore e segretario del museo San Bernardino da Siena di Scurcola Marsicana mi contattava per creare un monumento alla maternità. Il mio nome l’aveva scoperto visitando Pavia alcuni mesi prima insieme all’amico Marco Faggi (figlio di Remo Faggi, mio insegnante al Liceo Artistico) osservando la stele in bronzo dedicata alla Torre Civica in piazza Duomo”.

De Paoli ha acconsentito con emozione ed entusiasmo all’iniziativa e domenica 27 agosto si è recato a Scurcola Marsicana per illustrare il progetto.

Nella sala consiliare del Municipio alla presenza di 150 persone l’artista pavese è intervenuto in occasione di una giornata dedicata all’arte: è stata infatti inaugurata una mostra dedicata ad artisti del’800 e del ‘900 e oltre a presentare il bozzetto dell’opera De Paoli ha portato 4 sue opere.

Alla giornata hanno partecipato il critico d’arte Massimo Pasqualone, la giornalista Luisa Novorio, il sindaco di Scurcola Nicola De Simone, il sindaco di Avezzano Giovanni Di Pangrazio, numerosi addetti ai lavori, l’assessore alla cultura della Regione Abruzzo Daniele D’Amario oltre naturalmente al presidente del museo Bernardino da Siena e al curatore della mostra Franco Farina.

La nuova opera (svelata in miniatura domenica scorsa è in procinto di diventare una statua a maggio 2024…proprio in occasione della Festa della Mamma) non risponde al concetto di maternità classica ma si ispira alla tipica figura di una mamma contadina abruzzese con la conca (anfora di rame per portare l’acqua dal pozzo a casa); da questa icona popolana De Paoli è partito per realizzare una scultura dal significato profondo: la madre nell’atto di portare la conca viene raggiunta dal figlio piccolo e i loro sguardi si incrociano. Il bambino rompe l’equilibrio verticale della figura ma conferisce all’opera veridicità e tenerezza.

E’ un periodo di grande produzione per lo scultore pavese che ha ricevuto una committenza dal Gruppo Alpini di Gessate : all’ingresso della cittadina nei pressi di Monza il 25 aprile 2024 verrà installato un monumento dedicato agli Alpini nel Soccorso, 2.80 metri in terracotta refrattaria e bronzo nel quale De Paoli rappresenterà un alpino (con la storica divisa della Prima Guerra Mondiale) nell’atto di salvare le persone sepolte dalle macerie.

Invece domenica 3 settembre all’Eremo di S. Alberto di Butrio verrà messa in sicurezza la scultura prima danneggiata e poi riparata dello stesso De Paoli, in una cerimonia alla quale parteciperà il Vescovo di Tortona Mons. Guido Marini.

Nella foto a sinistra il bozzetto de “Alla fonte della vita” presentato a Scurcola Marsicana; sopra lo scultore Antonio De Paoli (al centro) con il sindaco di Scurcola (a destra) e quello di Avezzano. Sotto Antonio De Paoli con Franco Farina

di Matteo Ranzini

Fonti: “Il Ticino” del 1 Settembre 2023

presentazione a Scurcola Marsicana del progetto di Antonio De Paoli

Inaugurazione del Santuario all’aperto Piandarca, 7 maggio 2023

Un’opera per rendere più bello il mondo … un elemento del santuario della bellezza che è il cosmo creato da Dio (Mons. Domenico Sorrentino, vescovo di Assisi)

Un pomeriggio da consegnare alla storia. Si è realizzato un progetto quasi impossibile quando è stato pensato. Conoscete la storia recente di Piandarca della Predica di San Francesco agli uccelli, del tentativo di deturpare questo luogo legato alla spiritualità francescana, dell’impegno del Comitato, profuso per ottenere una soluzione che scongiurasse per sempre il pericolo di rovinare un lembo di terra e un paesaggio cari alla sensibilità di quanti, nel mondo, sono attratti dalla vita e dalla spiritualità del santo di Assisi. Dopo l’intervento del Ministero per i Beni Culturali, che nel settembre del 2011 vincolò questa area per circa 40 ettari, il Comitato per la difesa di Piandarca cominciò ad ampliare il suo obiettivo trasformandosi in Comitato per la valorizzazione, con la partecipazione della Parrocchia, della Fraternità Ofs locale, della nuova amministrazione comunale, di cui era diventato sindaco l’avo. Fabrizio Gareggia, e con il sostegno morale del vescovo diocesano, mons. Sorrentino, del Custode del Sacro Convento di Assisi, allora p. Mauro Gambetti.

Un Santuario sul luogo della Predica agli uccelli: questo il progetto che cominciò ad essere pensato, ma la cui realizzazione appariva quasi impossibile. Eppure bisognava uscire dal silenzio, che aveva avvolto per tanti secoli quello che fu lo scenario di uno degli episodi più belli e significativi della vita del Santo, e restituirgli la verità della tradizione e della storia, luogo al quale altri avevano tentato per decenni e decenni di cambiare i riferimenti territoriali, una sorta di Cicero pro domo sua. Questa rivista ha dato comunicazione dei progressi nella realizzazione del Santuario all’aperto, dalla costruzione del grande TAU (2017) alla posa della “prima pietra” (12 giugno 2022), che si riferisce alla grande statua in bronzo di san Francesco, e adesso allo svelamento e benedizione da parte del vescovo diocesano del magnifico altare in marmo rosa del Portogallo, con una scultura che ripropone motivi legati alla Predica, anch’essa opera dello scultore De Paoli di Pavia

Un pomeriggio benedetto dal cielo, libero dalle nuvole dopo tanta pioggia. Immerso in un paesaggio tutto verde e scintillante al sole, il luogo della Predica di S. Francesco stava per accogliere la Processione che dal paese percorreva il Sentiero francescano, in mezzo ai campi, nel silenzio interrotto solo dalla recita del Rosario e dai canti. Giunti sul posto, Confraternite, OFS locale e regionale, autorità religiose, civili, tra le quali la presidente della Regione Umbria, Donatella Tesei, militari e i numerosi partecipanti riempivano l’ampio spazio dinanzi alle due opere d’arte, una delle quali, l’altare, era nascosta sotto una copertura. Davanti al palchetto predisposto per gli oratori erano appoggiati una serie di disegni figurativi ispirati al Cantico delle creature, realizzati dal gruppo salesiano di don Bosco-Mamma Margherita. All’inizio della cerimonia Francesco Raspa, moderatore, dopo il saluto ai presenti, ha sottolineato l’altissimo significato storico, spirituale e paesaggistico del luogo, che racchiude in sé e diffonde valori universali e invita l’uomo al rispetto di ogni essere vivente, a proteggere la natura, a collaborare all’armonia dell’universo. Sono seguiti gli interventi dei vari relatori. Chi scrive, in qualità di presidente del Comitato, ha sottolineato che questo processo di trasformazione e valorizzazione, del tutto rispettoso dell’ambiente, rende giustizia a un luogo che per il suo alto valore nella storia francescana permetterà a chiunque voglia visitarlo di immergersi in uno straordinario lembo della natura, in un’atmosfera resa affascinante dalla storia del Santo di Assisi che qui si fermò nella primavera del 1221 per parlare alla moltitudine delle “sirocchie uccelli”, ed anche all’uomo di ogni tempo.

P. Francesco Piloni, Provinciale dei Frati Minori di S. Maria degli Angeli, citando Bonaventura da Bagnoregio, ha ricordato la crisi interiore di Francesco dalla quale derivò il suo andare nel mondo per predicare non solo alle persone, ma anche agli uccelli, poiché tutto è degno della parola di Dio; p. Mario Chisotto, della Custodia dei Frati Minori del Sacro Convento di Assisi, ha definito la Predica agli uccelli “un miracolo della comunicazione e della relazione con le creature”; p. Carlo M. Chistolini, delegato del ministro provinciale dei Frati Minori Cappuccini del Centro Italia, si è soffermato sulla ispirazione che Francesco ha avuto da Dio nel percorrere le strade del mondo; Noemi Paola Riccardi, membro di Presidenza Internazionale del CIOFS (Consiglio Internazionale Ordine Francescano Secolare), ha sottolineato l’attualità del messaggio della Predica agli uccelli, che ci ricorda l’importanza di metterci in ascolto di tutti, specialmente degli ultimi e dei dimenticati di oggi; l’artista Antonio De Paoli: “Ho intitolato l’altare che stiamo per svelare – Dalla Terra al Cielo -, perché è dedicato alla fede,alla preghiera, alla elevazione a Dio”; Fabrizio Gareggia, sindaco di Cannara: “Piandarca è un luogo per il mondo. Il nostro impegno deriva dalla convinzione che c’è qualcosa di più grande per cui vale la pena vivere, impegnarsi, essere solidali, donare amore agli altri”. II vescovo, mons. Domenico Sorrentino: “Cari amici, voi avete fatto un’opera per rendere più bello il mondo, e dunque siate benedetti perché questo è un luogo ispirante, un elemento del santuario della bellezza che è il cosmo creato da Dio”.

Un lungo applauso è seguito allo svelamento dell’altare in pietra rosa del Portogallo, opera dell’artista Antonio De Paoli di Pavia, che dal blocco ha fatto emergere sculture ispirate alla Predica. Dopo la Messa, celebrata dal vescovo e concelebrata da tutti i pp. francescani, insieme ai parroci di Cannara, don Maurizio Saba, don Raffaele Krosny, don Francesco Fongo e animata dal Coro “Concentus Vocalis”, a suggello di questo pomeriggio memorabile dedicato a San Francesco d’Assisi, hanno emesso la loro professione di fede nell’Ordine Francescano Secolare quattro nuovi membri: Michele Pietricola e sua moglie Clara Suardi, Maria Rita Preziotti e Valerio Secondini. Anche il Concerto Musicale di Cannara ha partecipato a questo appuntamento di fede, rallegrando con scelti brani alcuni momenti salienti sia della processione che della cerimonia.

di Ottaviano Turrioni

Fonte: Terre nostrane numero 5 Giugno/Luglio 2023

altare Piandarca di Antonio De Paoli

L’ALTARE IN MARMO SCOLPITO HA COMPLETATO IL SANTUARIO

POCO MENO DI UN ANNO DOPO L’INAUGURAZIONE DELLA STATUA DI SAN FRANCESCO NEL LUOGO DELLA PREDICA AGLI UCCELLI

SECONDA OPERA DELL’ARTISTA PAVESE ANTONIO DE PAOLI A CANNARA (PERUGIA)

Arte e cultura, fede e religione, pace e ambiente, natura e storia. Valori ed emozioni che si snodano tra terra e cielo, universali ma al tempo stesso anche locali. Da Pavia all’Umbria. Due opere d’arte, in una sorta d’installazione permanente, che però è anche ben altro. Sono entrambe dell’artista pavese Antonio De Paoli. E da pochi giorni hanno definitivamente completato il “Santuario all’aperto” nel luogo mistico della predica agli uccelli di San Francesco, a Piandarca, località nel comune di Cannara, in provincia di Perugia. Poco meno di un anno fa, domenica 12 giugno 2022, lo svelamento della prima opera, la statua in bronzo di San Francesco «… andate e riempite il cielo di canti». Domenica scorsa, 7 maggio 2023, l’inaugurazione dell’altare in marmo, secondo lotto del duplice concorso internazionale doppiamente vinto nel 2017 dall’artista pavese. «È stato un onore ancora più grande» commenta Antonio De Paoli.

Un blocco di marmo del Portogallo,

scelto per le sfumature rosa che ben s’intonano con il colore rosato della pietra d’Assisi, la città del Santo patrono d’Italia che si staglia proprio nella vista prospettica da Piandarca tra la statua e l’altare. E se la scultura in bronzo aveva rappresentato il primo passo, ora il completamento è arrivato con l’altare che nella cerimonia di domenica è stato benedetto e consacrato quindi nella prima celebrazione presieduta dal vescovo della Diocesi di Assisi – Nocera Umbra – Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino. Come poco meno di un anno fa per la statua, anche per l’altare è stata organizzata una solenne inaugurazione iniziata con la processione dal centro di Cannara fino all’appezzamento di terreno appositamente acquistato dalla parrocchia di San Matteo Apostolo e San Giovanni Battista dove è stato realizzato il “Santuario all’aperto”.

Sono intervenuti rappresentanti dei Frati Minori Cappuccini, dei custodi del Sacro convento di Assisi e dell’Ordine francescano secolare. Rispetto alla prima inaugurazione è stata meno evidente la presenza dei rappresentanti istituzionali locali, rimasti appositamente defilati per il periodo di campagna elettorale (anche a Cannara si vota per il rinnovo dell’amministrazione comunale domenica 14 e lunedì 15 maggio). Nel suo intervento introduttivo, il presidente dal Comitato Piandarca, Ottaviano Turrioni, ha ripercorso le tappe del progetto iniziato per contrastare l’ipotesi di un parco fotovoltaico che avrebbe compromesso irrimediabilmente il luogo individuato attraverso ricerche storiche come quello della predica agli uccelli, con il sogno del “Santuario all’aperto” che si è ora trasformato in realtà.

 

UN BLOCCO CHE IN QUALCHE MODO ESPLODE UNA SCULTURA INTERNA CHE SI PROPAGA VERSO L’ESTERNO

Dalla compattezza della materia alla leggerezza delle forme

«È un altare dedicato alla preghiera — spiega l’artista pavese Antonio De Paoli — e l’ho intitolato “Dalla terra al cielo”. Rispetto alla statua, figurativa anche se del concetto dell’estasi di San Francesco, in questo caso l’opera è più metafisica, più allegorica. È un blocco che in qualche modo esplode, ho rappresentato una scultura interna, che si propaga verso l’esterno, come la fede. Dal blocco ho cercato dì ricavare forme che sono riconoscibili come uccelli. Quattro figure sono quelle formate, come quattro sono gli evangelisti, ma anche i punti cardinali, gli elementi e le stagioni, in un rapporto tra fede e cosmo, la natura. Figure non finite, perché è una ricerca, un viaggio verso l’interno. È come se San Francesco attraverso la sua preghiera facesse nascere dalla terra figure che si elevano verso l’alto e verso Dio».

L’opera si mostra da una parte ancora blocco compatto, dall’altra parte, quella verso la statua di San Francesco “esplosa” con le “figure formate” degli uccelli, sia posati che in volo, sia verso esterno che verso l’interno, tanto suggestive quanto le altre “figure non finite”. In una consistenza di materia che dalla compattezza del marmo diventa incredibilmente leggera, come le ali di cui quasi sembra di sentire il rumore nel vento.

di  Stefano Zanette

FONTI: IL SETTIMANALE PAVESE del Giovedì 11 maggio 2023

altare Piandarca

 

Guarda foto dell’inaugurazione dell’altare a Piandarca

Guarda foto dell’altare a Piandarca

altare di de Paoli nel Santuario all'aperto

Antonio De Paoli, l’artista pavese completa il suo santuario all’aperto a Piandarca: “Un onore”

Consacrato l’altare in marmo scolpito realizzato in Umbria, nel luogo della predica agli uccelli di San Francesco

Pavia – «È stato un onore ancora più grande”. L’artista pavese Antonio De Paoli ha inaugurato domenica la sua seconda opera, che completa il Santuario all’aperto a Piandarca, nel Comune di Cannara (Perugia), nel luogo della predica agli uccelli di San Francesco.

Dopo la scultura in bronzo del Santo patrono d’Italia, svelata il 12 giugno dello scorso anno, il secondo lotto del duplice concorso internazionale, vinto doppiamente nel 2017 dall’artista pavese, è l’altare in marmo scolpito che, nella cerimonia di domenica, è stato benedetto e consacrato quindi nella prima celebrazione presieduta dal vescovo della Diocesi di Assisi- Nocera Umbra-Gualdo Tadino e di Foligno, monsignor Domenico Sorrentino.

Un’inaugurazione, preceduta dalla processione partita dal centro di Cannara, che ha visto la presenza dei rappresentanti degli Ordini francescani e che è stata introdotta dal presidente dal Comitato Piandarca, Ottaviano Turrioni, che ha ripercorso le tappe del progetto che è stato completato.

«È un altare dedicato alla preghiera – spiega De Paoli – e l’ho intitolato “Dalla terra al cielo“. Rispetto alla statua, figurativa anche se del concetto dell’estasi di San Francesco, in questo caso l’opera è più metafisica, più allegorica. È un blocco che in qualche modo esplode, ho rappresentato una scultura interna che si propaga verso l’esterno, come la fede. Dal blocco ho cercato di ricavare forme che sono riconoscibili come uccelli. Quattro figure sono quelle formate, come gli evangelisti, i punti cardinali, gli elementi e le stagioni, in un rapporto tra fede e cosmo, la natura. Figure non finite, perché è una ricerca, un viaggio verso l’interno. È come se San Francesco, attraverso la sua preghiera, facesse nascere dalla terra figure che si elevano verso l’alto e verso Dio”.

di Stefano Zanette 

Fonti: Il Giorno del martedì 9 maggio 2023

altere di De Paoli nel Santuario all'aperto

articolo su IL GIORNO parla dell’inaugurazione dell’altare nel Santuario all’aperto a Piandarca di Cannara (PG)

invito inaugurazione altare a Piandarca

Inaugurazione dell’altare a Piandarca di Cannara

Alcune immagini dell’inaugurazione dell’altare del Santuario all’aperto a Piandarca nel comune di Cannara (PG)

L’inaugurazione dell’altare a Piandarca è iniziata con la processione dalla piazza di San Francesco a Cannara con una numerosa partecipazione dei abitanti del comune e territorio limitrofo.

All’arrivo al Masso i partecipanti hanno potuto ascoltare “Concerto musicale F. Morlacchi”.

Una volta arrivati sul luogo si è proceduto con interventi delle autorità:

Ottaviano Turrioni – Presidente del Comitato Piandarca

P. Francesco Piloni – Provinciale dei Frati Minori

P. Teofil Petrigor – Vicario del Custode del Sacro Convento

P. Carlo M. Chistolini – Vicario Provinciale dei Frati Minori Cappuccini

Noemi Paola Riccardi – Membro di Presidenza CIOFS, Delegato del Ministro Internazionale OFS

Antonio De Paoli – Artista e scultore

S.E.R. Mons. Domenico Sorrentino – Vescovo della Diocesi di Assisi – Nocera U. – Gualdo T.

Prima dello scoprimento l’autore dell’altare ha spiegato il significato dell’opera.

Dopo lo scoprimento l’altare è stato benedetto dal Vescovo durante la celebrazione della messa.

Si è proceduto alle foto istituzionali e consegna della bottiglia commemorativa dell’evento gentilmente offerta dalla cantina I DORIA DI MONTALTO .

Alla fine a tutti i presenti è stato offerto un conviviale.

Articoli sui quotidiani :

IL Giorno

La Provincia Pavese

altare francescano di De Paoli a Piandarca

L’altare francescano firmato da De Paoli

DOMENICA L’INAUGURAZIONE

L’altare francescano firmato da De Paoli

Sarà inaugurata domenica pomeriggio la seconda scultura francescana realizzata dallo scultore pavese Antonio De Paoli: un altare che è l’ultima parte di un importante con-corso internazionale (200 gli artisti che vi parteciparono da tutto il mondo) vinto dall’artista che lo scorso anno, nella pianura di Piandarca di Cannara, comune non lontano da Assisi, presentò il suo San Francesco in bronzo.

Domenica, appunto, l’altare-scultura va a completare questo monumento alla fede e alla preghiera in un santuario all’aperto, nel luogo dove tradizione vuole che il santo predicasse agli uccelli. «L’altare che ho realizzato è in marmo rosa di Portogallo, ed è dedicato alla Preghiera e la Fede. Il titolo “dalla terra al cielo” sintetizza la simbologia che vuole trasmettere.

La scultura che ho inaugurato l’anno scorso era la rappresentazione della figura del Santo che abbraccia il creato collegandolo idealmente a Dio. Nelle mie intenzioni l’altare dovrebbe rappresentare il concetto del volo degli uccelli come elevazione dello Spirito per potersi avvicinare a Dio. Il blocco marmoreo racchiude le figure di uccelli che cercano di liberarsi dalla materia come in un’esplosione interna di energia. Solo quattro sono definiti nella propria forma, quattro come gli Evangelisti, gli elementi e le stagioni. Un collegamento tra la Fede e il cosmo».

Prosegue l’artista: «Quest’altare è un’ allegoria della Fede, intesa come la ricerca che un essere umano
compie quando cerca la luce nella propria anima. Questa volontà tende a liberarsi dai vincoli terreni che come pie-tra gravano sullo Spirito e impediscono la completa spiritualità. Gli uccelli inizialmente “dalla terra” prendono forma per poi librarsi nella materia al fine di “trasmutarla” cambiandole aspetto. Questa è una scultura “interna”, le forme sorgono dall’interno seguendo la dinamica del divenire tra finito e non finito. Il Santuario nella pianura di Piandarca di Cannara adesso è completo nelle sue parti e si presterà a essere un luogo di pellegrinaggio, di preghiera e di sacramenti immersi nella natura come lo spirito francescano ha sempre insegnato».

di PIER ANGELO VINCENZI 

Fonti: La Provincia Pavese del giovedì 4 maggio 2023

altare francescano di De Paoli a Piandarca

Articolo sulla prossima inaugurazione dell’altare francescano a Piandarca di Cannara

altare per Piandarca

L’altare dello scultore pavese De Paoli a Cannara dove San Francesco predicò agli uccelli

Si completa il “progetto Piandarca” dopo la posa della statua di San Francesco L’inaugurazione si terrà il 7 maggio

L’altare dello scultore pavese De Paoli a Cannara dove San Francesco predicò agli uccelli

Si completa il “progetto Piandarca“. Là nel luogo mistico dove San Francesco d’Assisi predicò agli uccelli lo scultore pavese Antonio De Paoli ha già installato una sua straordinaria opera, l’ “Estasi di San Francesco” inaugurata lo scorso 12 giugno.

Oggi quello che diventerà a tutti gli effetti un Santuario sta per trovare pieno compimento con la realizzazione di un altare marmoreo scolpito sempre da De Paoli. A Piandarca di Cannara, 7 km da Assisi, è stato creato un grande Tau naturale, un’area voluta dall’Ordine Francescano contraddistinta da aiuole e da un cordolo con luci a led per l’illuminazione serale e notturna. E’ stata anche creata una collinetta con tre alberi al centro della quale si erge la statua di De Paoli alta oltre due metri che rappresenta San Francesco quasi sospeso tra terra e cielo in uno slancio teso ad abbracciare il creato.

L’artista pavese ha vinto il concorso internazionale con 200 partecipanti e oltre alla statua ora si dedicherà all’altare che completerà il progetto Piandarca. “Sarà una vera e propria Basilica” ci spiega De Paoli, “dove si potranno tenere funzioni religiose. Per l’altare ho scelto un blocco di marmo rosa del Portogallo, acquistato a Carrara nei depositi di marmi provenienti da ogni parte del mondo (Carrara oltre alle cave di marmo dalle Alpi apuane è infatti la capitale del marmo con laboratori e materiali che provengono da tutto il mondo, ndr). Da questo blocco ricaverò una scultura con il volo abbozzato di uccelli. Mi recherò sul posto per la lavorazione e successivamente il blocco sarà trasferito a Piandarca”.

La data dell’inaugurazione sarà il 7 maggio con il Vescovo di Assisi a presiedere la cerimonia che vedrà la presenza di numerose autorità.

Il blocco lordo pesa 6,5 tonnellate, verrà lavorato da alcuni macchinari per portarlo a 4 tonnellate e successivamente l’artista lo scolpirà per dargli la forma visibile nel bozzetto della foto in pagina.

La statua di San Francesco‘, spiega De Paoli, “rappresenta la leggerezza e il dinamismo di San Francesco nell’abbraccio di terra e cielo; l’altare invece in quanto esistenza terrena rappresenterà la solidità e al contempo l’energia che si libera e si propaga verso l’esterno con due uccelli formati e altri abbozzati nel tentativo di librarsi nell’aria. Il blocco sarà installato su un basamento e completerà così il Santuario. A sei anni dalla vittoria del concorso indetto dall’Ordine francescano si completa un percorso straordinario in un luogo dalle grandi suggestioni che diventerà, dopo la benedizione, sede di funzioni, battesimi, matrimoni”.

In un momento così drammatico per l’umanità, sconvolta dalla tragedia del terremoto, dalla perdurante guerra in Ucraina, da innumerevoli sofferenze quest’area sacra ribadisce il valore dell’arte promotrice di pace e di armonia. Ci stimola a pensare al bello e all’immortale messaggio di pace in una linea ideale che unisce Pavia, terra dello scultore De Paoli e il meraviglioso territorio umbro.

Secondo la tradizione la predica agli uccelli ebbe luogo sull’antica strada che congiungeva il castello di Cannara a quello di Bevagna, nei pressi di Assisi. Oggi il punto dove il Poverello realizzò il miracolo è sito in località Piandarca nel Comune di Cannara. Questo episodio appartiene alla serie della Legenda maior (XI1,3) di San Francesco: “Andando il beato Francesco verso Bevagna, predicò a molti uccelli; e quelli esultanti stendevano i colli, protendevano le ali, aprivano i becchi, gli toccavano la tunica; e tutto ciò vede-vano i compagni in attesa di lui sulla via”.

Sopra il bozzetto dell’altare marmoreo e a destra lo scultore pavese Antonio De Paoli con il blocco di marmo rosa del Portogallo scelto per la scultura

La riflessione poetica di Aldo Ciceri sul “Dottore della Chiesa”

di Matteo Ranzini

Fonti : “IL TICINO” del 10 marzo 2023

san terenzo lerici inaugurazione la metamorfosi della fenice

LA METAMORFOSI DELLA FENICE DA PAVIA SUL GOLFO DEI POETI

INAUGURATA A LERICI LA SCULTURA DELL’ARTISTA PAVESE ANTONIO DE PAOLI

CERIMONIA NEL GIORNO DEL CENTESIMO ANIVERSARIO DELLO SCOPPIO DI FALCONARA, 28 SETTEMBRE 1922

«Rinascere dalle ceneri e non fermarsi nella trasformazione. La natura e l’uomo, come questa Fenice, continuano la loro evoluzione verso la prosperità e il benessere riconquistando e modificando i propri spazi, facendo tesoro del passato e guardando al futuro».

L’artista pavese Antonio De Paoli lo ha scritto e inciso nella targa posta sul basamento della sua scultura “Là Metamorfosi della Fenice”, ideata e realizzata per commemorare il centenario dello scoppio di Falconara e inaugurata la scorsa settimana, mercoledì 28 settembre, in occasione dell’anniversario sul lungomare di San Tèrenzo a Lerici (La Spezia).

Un tragico evento che lo stesso scultore ha ammesso che non conosceva, come quasi ogni pavese, prima di aver scoperto il bando del Comune di Lerici, ma che ha poi di fatto contribuito non solo a ricordare e a celebrare, ma anche a lasciare un segno, tangibile e indelebile, a futura memoria.

Per lericini e santerenzini è stata una giornata molto partecipata, con commozione perché anche a distanza di un secolo quasi ogni famiglia ha subìto un lutto tra i quasi 200 morti o avuto ricordi tramandati dai circa mille feriti dalla polveriera del forte esploso pare per un fulmine.

Ma come spesso accade in ogni comunità la tragedia è stata affrontata e superata e l’amministrazione comunale di Lerici, guidata dal sindaco Leonardo Paoletti, ha fatto davvero le cose in grande per celebrare il centenario.

Quasi una settimana di eventi, iniziati martedì 27 settembre con il taglio del nastro per il rinnovato Parco di Falconara, dove inizialmente era stata ipotizzata l’installazione della scultura che invece, nel corso dei mesi di preparazione dell’evento, è stata poi voluta in piazza Brusacà a San Terenzo, proprio sul lungomare. Gli appuntamenti commemorativi sono proseguiti con incontri e conferenze fino a lunedì 3 ottobre, ma il momento principale è stato il giorno dell’anniversario del 28 settembre, con la messa celebrata all’aperto dal vescovo delle Diocesi della Spezia-Sarzana-Brugnato, monsignor Luigi Ernesto Palletti, e poi la cerimonia commemorativa aperta dalla Fanfara di Presidio del Comando Marittimo Nord e proseguita con la lettura di Roberto Alinghieri di articoli dell’epoca. Ospite d’onore il Capo del Dipartimento di Protezione civile italiana, Fabrizio Curcio, a rammentare l’impegno dei volontari che già allora si adoperarono per soccorsi e ricostruzione.

Evento speciale l’emissione ufficiale e la cerimonia di timbratura del francobollo celebrativo che raffigura la stessa opera dell’artista pavese Antonio De Paoli, che dalla sua scultura ha tratto il simbolo stilizzato che è diventato il logo ufficiale del centenario dello scoppio di Falconara.

SUL LUNGOMARE IN LOCALITA’ SAN TERENZO CON ORGOGLIO DELIA DELEGAZIONE PAVESE

L’ARTE CHE CONQUISTA sia i locali che i turisti

Alla cerimonia a San Terenzo, località di Lerici, ha presenziato, ad accompagnare l’artista Antonio De Paoli, anche una delegazione di pavesi, guidata da Fabio Bruni, vicesindaco di Corvino San Quirico, il comune oltrepadano dove De Paoli ha il suo atelier.

Con non poco orgoglio per la pavesità dell’artista capace di conquistare anche con questa sua opera non solo la ribalta del giorno della scopertura, ma l’attenzione e l’ammirazione di una platea fra le più variegate.

A margine della cerimonia, non pochi santerenzini lo hanno avvicinato per complimentarsi e per farsi un selfie con Lui davanti alla scultura che ora è e resta in modo permanente sul lungomare. Diventata già un’attrazione, peraltro in località già ben rinomata e turistica: subito nei giorni successivi all’inaugurazione “La Metamorfosi della Fenice” di De Paoli è diventata una tappa immancabile del Golfo dei poeti per i turisti, perlopiù stranieri e in particolare tedeschi, che si facevano immortalare dai compagni di viaggio in una foto ricordo con la scultura e sullo sfondo il mare e la vista di Porto Venere.

La differenza tra arte e arredo urbano, con il valore aggiunto della sto-ria che diventa spunto per ricordare e conoscere, o anche solo per guardare e provare emozioni.

di Stefano Zanette

Fonti: IL SETTIMANALE PAVESE

Giovedì 6 Ottobre 2022

A San Terenzo inaugurazione dell'opera di Antonio De Paoli

 

falconara 100 anni dopo lo scoppio

Falconara, 100 anni dopo il tragico scoppio

Ieri in una piazza Brusacà gremita di autorità e cittadini, la cerimonia di commemorazione dell’incendio che devastò la polveriera

SAN TERENZO
Momenti di commozione, a San Terenzo, ieri mercoledì 28 settembre, giorno del centesimo anniversario della tragedia dello scoppio di Falconara. In una Piazza Brusacà gremita di autorità civili, militari, religiose, Protezione civile, Pubblica assistenza, volontari e tanta gente comune, si è svolta la cerimonia di commemorazione del luttuoso evento. Cerimonia durante la quale è stata scoperta e presentata la statua, commissionata
dall’amministrazione, attraverso un concorso di idee vinto dall’artista pavese Antonio de Paoli. Statua denominata ’La metamorfosi della Fenice’ che è stata collocata sul lungomare del borgo.

 

MEMORIA
Scoperta la statua realizzata dall’artista Antonio De Paoli Mostra a cielo aperto e annullo filatelico di Poste italiane

In contemporanea, attraverso un breve cerimoniale curato da Poste Italiane, è stato annullato il francobollo disegnato ancora una volta dall’artista De Paoli che ha consegnato ad eterna memoria l’evento. Ad aprire la
mattinata è stato il vescovo Luigi Ernesto Palletti con la celebrazione di una messa. Presenti la giunta lericina capeggiata dal sindaco Leonardo Paoletti, il capo del dipartimento della Protezione civile nazionale, Fabrizio
Curcio e, come detto, tantissime massime autorità regionali e provinciali oltre che ad alcune classi dell’Istituto comprensivo lericino. A contorno degli appuntamenti, una mostra fotografica a cielo aperto, che raccoglie gli scatti dell’epoca, allestita sul lungomare che collega i giardini pubblici di Lerici a piazza Brusacà a San Terenzo.
«Oggi riviviamo con maggiore intensità – ha detto il sindaco Paoletti a contorno degli eventi – un momento drammatico che ha segnato la vita della nostra comunità e che in ogni caso rappresenta per tutti i santerenzini
un retaggio che ha condizionato la storia della popolazione e del borgo. Ci tenevo particolarmente a ricordare questa ricorrenza, fondamentale per la memoria della comunità santerenzina, ma di tutto il territorio comunale e nazionale, con una serie di iniziative che lasceranno un ricordo indelebile da consegnare alle generazioni future».

A sinistra il taglio del nastro per l’inaugurazione del parco di Falconara, così come consegnato alla comunità dopo il restyling voluto e realizzato dall’amministrazione comunale. Sopra, la cerimonia per la scopertura della nuova statua in piazza Brusacà a San Terenzo. Sotto, il paese sventrato dallo scoppio della polveriera nel 1922

Nei giorni a seguire sono previsti altri eventi curati dalla Pro Loco del Golfo, dalla Pro Loco di Pitelli e dalla Cooperativa Primo Maggio. Oggi giovedì in piazza Brusacà a San Terenzo, la conferenza «Batteria di Falconara: dalla difesa del Golfo alla sua esplosione« curata dalla Pro Loco del Golfo e dallo storico Riccardo
Bonvicini (in caso di pioggia l’evento si svolgerà in sala consiliare). Sabato 1 ottobre, la camminata sulla rete sentieristica
«Dal forte perduto al forte ritrovato, passeggiata sui sentieri dello scoppio» organizzata dalla Pro Loco di Pitelli con partenza dal parco di Falconara alle ore 14.30; domenica 2 ottobre
«I luoghi raccontano: lo scoppio di Falconara» una visita tematica con partenza dalla marina di San Terenzo alle 9.30 organizzata dalla Cooperativa Primo Maggio e infine, lunedì 3, la conferenza «Le fortificazioni del Comune di Lerici« in sala consiliare alle 17.30 sempre curata dalla Pro Loco del Golfo. Nel corso delle iniziative, i cittadini potranno offrire il loro sostegno alla centenaria Pubblica Assistenza di Lerici, acquistando un cofanetto composto di tre ristampe di testi inerenti la tragedia dello Scoppio scritti da autori locali.

di Euro Sassarini

Fonte: La Nazione – Provincia – Golfo – Val di Vara – Riviera – Cinque Terre

GIOVEDÌ — 29 SETTEMBRE 2022

metamorfosi

Antonio De Paoli spiega la sua “La metamorfosi della Fenice”

La Statua è stata realizzata dall’artista per la commemorare lo scoppio di Falconara dopo aver vinto un concorso di idee indetto dal Comune di Lerici.

Questa mattina in occasione della cerimonia di commemorazione del centesimo anniversario dello scoppio di Falconara, abbiamo incontrato Antonio De Paoli, l’artista che ha realizzato la statua de “La metamorfosi della Fenice” che resterà sul lungo mare di San Terenzo a memoria perenne dello Scoppio di Falconara.

“Rinascere dalle ceneri e non fermarsi nella trasformazione. La natura e l’uomo, come questa Fenice, continuano la loro evoluzione verso la prosperità e il benessere riconquistando e modificando i propri spazi, facendosi tesoro del passato e guardando al futuro”. Così recita la targa affissa ai piedi della statua.

De Paoli ha spiegato da dove è nata l’ispirazione che ha portato alla creazione della statua e che cosa questa vuole rappresentare.

“Sono uno scultore che si occupa prevalentemente di monumenti e opere pubbliche. In questo caso il monumento da realizzare aveva un significato importante e significativo in quanto bisognava ricordare una tragedia avvenuta cento anni fa che però diede un esempio di rinascita. Io fui proprio colpito da questo, dalla rinascita e dalla reazione della comunità che non solo in poco tempo rimise in piedi il paese ma che trasformò anche l’area occupata dal forte, in un parco, in un’area non più solo riservata alle forze armate, ma a tutti i cittadini. E’ rinata la natura, c’è il campo sportivo, le persone, i turisti, insomma nuova vita.

Quando seppi del Concorso indetto dal Comune di Lerici, feci un sopralluogo, vidi il luogo, San Terenzo lo conoscevo, ma non sapevo di questo evento storico. Quando fui informato di questo concorso feci un sopralluogo, talvolta agli artisti capitano eventi particolari, quasi delle illuminazioni. Vidi il volo di un gabbiano particolarmente grande che sorvolò proprio l’area intorno al promontorio di Falconara. La immagazzinai nel mio inconscio. Tornai a casa e mi misi a disegnare e quando nel mio studio pensai alla rinascita, immediatamente feci il collegamento a quell’immagine del gabbiano, così mi venne in mente di rappresentare la Fenice, simbolo di rinascita e di resurrezione e di ciclicità della vita, dalla morte alla vita stessa.

Sono uno scultore che spesso commemora fatti storici, ho appena inaugurato un monumento a San Francesco D’Assisi in un luogo dove il Santo predicò agli uccelli.

Di solito tratto la figura umana, metto l’uomo al centro di tutte le mie composizioni, non solo per dare un significato diretto a colui che osserva. Le mie opere non sono astrazioni, voglio trattare la materia e cercare di farla leggere il più possibile a chiunque, perché l’arte è un linguaggio universale. In questo momento rappresento una nicchia, la celebrazione è storica ma l’arte serve per ricordare la storia.

Quando penso allo scoppio della polveriera, penso alla reazione, a quello che c’è stato dopo. Creare un’opera d’arte vuol dire concretizzare il concetto attraverso la materia. Il mio pensiero è stato quello di concentrarmi sulla rinascita che in pochi anni è diventata reale, immediata e cosa meglio rappresenta la rinascita? Ho pensato alla Fenice. Il ricordo di quel gabbiano, di quel volo che mi colpi particolarmente, lo realizzai con schizzi e pensai ad una metamorfosi della Fenice. In questo caso non c’è una figura umana, ma una creazione nata dall’uomo che in qualche modo diventa natura.

Un’ala della fenice diventa un albero, simbolo di vita e rinascita, per guardare a qualcosa di ciclico, naturale, la morte, la nascita e il ritorno.

Vedrete questa ciclicità nella sagoma che quasi riprende il punto e si evolve verso l’alto, come se sorgesse da terra e proseguisse il suo movimento ascensionale, sottolineato anche dalla verticalità centrale della struttura, per poi esplodere, ricordando quello che è successo, come una deflagrazione che si sviluppa in senso positivo. Quasi un ritorno in vita per poi rialzarsi di nuovo. Quindi la ciclicità della natura e del creato. L’opera è rivolta verso il colle di Falconara dove ora c’è il parco fruibile al pubblico, è rinato un nuovo contesto”.

Sulla tecnica di realizzazione dell’opera, De Paoli ha aggiunto: “Ho realizzato l’opera con la tecnica del bronzo a cera persa. Sono partito da un modello in scala reale in polistirolo rivestito di plastilina che poi ho consegnato alla fonderia artistica Fratelli Fabbris di Verona, ho poi ritoccato le cere, ho cesellato l’opera in bronzo e infine è stato eseguito il montaggio finale sotto la supervisione dell’Ingegnere De Amici di Pavia che ha curato la statica”.

di Anna Mori

Fonte: La Gazzetta della Spezia del 28/09/2022